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venerdì 27 novembre 2009

Per le vie di Asolo, sogno d'arte e poesia, memorie e bellezza

Emozioni e memorie fra storia e paesaggio
Abitata fin dal IX sec. a.C., in epoca romana Asolo divenne municipium con il nome di Acelum. Nell’Alto Medioevo la città entrava a far parte della giurisdizione del Vescovo di Treviso, il quale abolì l’antica usanza di celebrare le messe col suono dei tamburi; in seguito, nel Quattrocento, si impose la dominazione veneziana, che coincise con un periodo di grande splendore: alla fine del secolo, l’ex regina di Cipro Caterina Cornaro creò attorno a sé una sfarzosa corte rinascimentale, richiamando artisti e letterati di grande prestigio e arricchendo così Asolo di splendidi monumenti: fra i personaggi più illustri vi fu Pietro Bembo, che qui scrisse, appunto, gli "Asolani". A due passi dall'urbanizzata pianura veneta, oggi Asolo si presenta come una sorta di inaspettato sogno "ad occhi aperti", uno scrigno ricolmo di goielli, immerso nel verde dei Colli Asolani, in un paesaggio che a tratti riporta alla mente i dipinti dei pittori del Cinquecento. Un Rinascimento qui mai terminato, se è vero che nei secoli la bellezza della cittadina e del suo paesaggio attrassero altri grandi artisti, scrittori ed intellettuali quali Palladio, Massari e Canova, o Carducci che definì Asolo «la città dai cento orizzonti», o ancora Manlio Brusatin per il quale essa era una «rara città di case che parlano», forse volendo rappresentare l'esressività profonda emanata dai nobili edifici asolani.
Per le vie del borgo
Considerato uno dei centri d’arte più interessanti della regione, Asolo stupisce per la copiosità delle vestigia del suo passato. L’impronta medievale, tuttora riconoscibile per via delle mura e dell’imponente rocca, che sovrasta l’abitato dall’alto del Monte Ricco, è del resto sopraffatta dal gusto rinascimentale, che caratterizza fortemente un abitato di rara raffinatezza. Gli itinerari di visita ad Asolo sono molti e non è possibile tracciarne uno solo, in quanto la ricchezza dei monumenti riserva soprese continue al visitatore, inducendolo spesso a non rispettare un percorso prestabilito. In ogni caso, un punto di riferimento fondamentale risulta senz'altro la Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, luogo d'incontro per tutti gli Asolani, “salotto” emblematico della sana e serena vita di provincia. Nello slargo spiccano una fontana cinquecentesca con il Leone di San Marco, a ricordo della felice dominazione della «Serenissima» (da queste parti è ancora vivo il detto: «Asolo è Venezia e Venezia è Asolo»), il Palazzo della Ragione (sede amministrativa dell'Asolo rinascimentale, attualmente sede del Museo Civico, con all'interno la Sala della Ragione e sulla facciata un affresco del Contarini), e soprattutto la bella Cattedrale, che conserva nella facciata l'originario abito romanico e all'interno svariate opere d'arte, fra cui un'Assunta di Lorenzo Lotto (1506). Dopo una sosta nella graziosa piazza, si può far riferimento ad alcune specifiche vie cittadine, che costituiscono di per sé itinerari di visita piuttosto omognei ed ordinati e su cui si affacciano ediifici di grande interesse: Via Browning (una delle vie più eleganti di Asolo, con Palazzo Polo, Casa Tabacchi, Fontanella Zen e Villa Stark), Via Bembo (utile per visitare le mura e per salire alla rocca, da cui vastissimo panorama), Via Regina Cornaro (stretta fra schiere di palazzi quattrocenteschi affrescati e porticati, con il Castello della Regina, oggi Teatro Duse, e la Torre Civica), Via Canova (con Casa Duse, Casa De Maria, la Chiesa di Santa Caterina e, nelle vicinanze, Palazzo Pasquali, con lapide che ricorda il soggiorno di Napoleone, Villa de Mattia e la cosiddetta Casa Longobarda) e Via Dante (con l'ex Monastero di San Pietro, appartenuto ai benedettini). Altre architetture degne di nota sono inoltre Villa Contarini, sul Colle degli Armeni, Villa degli Armeni, ornata da affreschi cinquecenteschi, la Chiesa di Sant'Anna e la duecentesca Chiesa di San Gottardo, entrambe con affreschi, ed il cimitero storico, con la Tomba di Eleonora Duse, attrice amata da D'Annunzio, e la Tomba di Freya Stark; in Piazza Brugnoli sono invece Villa Scotti-Pasini e i resti dell'acquedotto romano detto “La Bot”.
Le leggende della Asolo "segreta"
Asolo è anche città di misteri e leggende, nonché di eventi drammatici: pochi conoscono questo lato oscuro della cittadina, che, insospettabile, si cela dietro all'apparente serenità ed amenità di palazzi, chiese e paesaggi. Ed è innanzitutto la rocca, che si erge solitaria e maestosa, come fosse ormai lontana dalla vita degli Asolani, a celare parte di questi arcani. Comunemente additata come una costruzione medievale, le sue origini secondo alcuni studiosi locali sarebbero tutt'oggi piuttosto incerte, e molti, stando all'antichità della stessa Asolo, le hanno attribuite ad un tempo remoto, precedente all'epoca romana, e riferibile alla popolazione degli Euganei. In realtà dalle fonti si è stabilito che prima della fortezza sulla collina si trovava una chiesetta alto-medievale, ma quel che resta nella memoria degli Asolani sono i vari, strampalati racconti popolari, come quello secondo cui un contadino un giorno vide nei pressi della rocca un gallo (!) deporre uova nere da cui sarebbero fuoriusciti orribili diavoletti, oppure un'altra favola, incredibilmente radicata fra gli Asolani, che parla di una "capra d'oro" sepolta fra la rocca e la cinta muraria, e cui furono perfino dedicati recentemente degli appositi scavi “archeologici”... Ben più interessante invece la leggenda che parla di un passaggio segreto sotterraneo che metterebbe in comunicazione la “fortezza superiore” non solo con il Castello della Regina, che nel Medioevo era la “fortezza inferiore”, ma addirittura anche con l’amata e prodiga Venezia! Un'ultima diceria, fattasi sempre più largo nel tempo, parla poi di una presenza catara ad Asolo, nel contesto di un più vasto movimento ereticale attivo nel Medioevo fra Vicenza e Treviso. Tale teoria sarebbe supportata dal periodo della signoria di Ezzelino da Romano, quest'ultimo noto simpatizzante della complessa ed affascinante dottrina dei Catari. Pare che in seguito furono i Francescani a contrastare quest'eresia ormai dilagante nelle piazze asolane, come attesterebbero, pur in maniera simbolica, alcuni affreschi presenti in un antico convento fondato secondo la tradizione dallo stesso Poverello di Assisi e dedicato a San Michele Arcangelo. Un fatto non misterioso, ma tragicamente reale, riguarda infine una piccola comunità ebraica qui stanziatasi in Via Belvedere e trucidata nel 1547.
Enogastronomia, artigianato ed un’insolita rievocazione
Asolo offre spunti eccezionali anche agli appassionati dell’enogastronomia. Tra caffè, enoteche e botteghe artigiane, una lenta passeggiata per le vie della cittadina si rivela come un momento di grande relax, alla scoperta di tradizioni e saperi che qui, a differenza di altrove, non sono andati affatto perduti. Si possono così apprezzare e conoscere le diverse produzioni locali e più in generale del territorio dei Colli Asolani come ad esempio il mais bianco perla, il formaggio Morlacco, il formaggio Bastardo e il Biso (“Pisello”) di Borgo del Grappa, i fagioli nani di Levada, le mele di Monfumo, l'olio della Pedemontana ed il miele del Grappa, le ciliegie di Maser e, non ultimi, vini pregiati come il Merlot, il Cabernet, il Prosecco, lo Chardonnay e il Pinot. Asolo in particolare vanta la produzione del vino doc “Montello e Colli Asolani”. Una meta di grande fascino, insomma, che come poche sa unire arte, storia, paesaggio, enogastronomia e tradizioni antiche, quest'ultime testimoniate, per concludere, dall'ormai famoso Palio di Asolo (terza domenica di settembre), preceduto da un corteo storico, in cui le sei contrade di Asolo (Asolo, Casella, Villaraspa, Villa d'Asolo, Ca' Giupponi e Pagnano) si sfidano in un'insolita corsa che consiste nel trainare sino al Foresto Vecchio un'antica biga romana nel minor tempo possibile! La strana manifestazione rievoca e festeggia la presa di possesso della città (10 ottobre 1489) da parte di Caterina Cornaro, posta al governo di Asolo da Venezia: sulla biga infatti si vede infatti una dama, chiamata Regina e scelta tra le ragazze della contrada, la quale simboleggia proprio l'illuminata mecenate. Un evento insomma straordinario, unico nel suo genere e da non perdere assolutamente, magari approfittandone quale speciale occasione per visitare Asolo.
Nei dintorni di Asolo
Il territorio dei Colli Asolani conserva uno dei più suggestivi e caratteristici paesaggi veneti, fra morbide colline in cui si alternato boschi e prati, uliveti e vigneti, e punteggiate da casali ornati da pini e cipressi e da splendide ville palladiane (fra tutte Villa Barbaro) circondate da parchi. In questo scenario incantevole si ha la sensazione spesso di viaggiare in un dipinto, e sono molte le possibilità per assaporarne al meglio l'atmosfera, magari partendo da uno dei molti ed accoglienti agriturismi e bed and breakfast: itinerari a piedi, a cavallo e mountain bike lungo vecchie sterrate o tranquille strade di campagna permettono di immergersi in un mondo ove il tempo pare essersi davvero fermato. Accanto ad Asolo poi, la zona offre altri notevoli centri d’arte, come Possagno, patria del Canova, ed Altivole, con il quattrocentesco complesso del Barco della Regiona Cornaro, deliziosa residenza agreste.
APPUNTI DI VIAGGIO
Come arrivare:

Da est: uscire al Casello autostradale Treviso Nord e prendere Via Montebelluna; da Sud uscire al Casello autostradale Padova Est e seguire Via Castelfranco, infine da Ovest: uscire al Casello autostradale Vicenza Est e poi imboccare Via Cittadella Castelfranco.
Eventi:
Palio di Asolo (terza domenica di settembre)
Fiera del Bestiame (metà mese di Aprile)
Mercatino dell’antiquariato (ogni seconda domenica del mese, escluso luglio e agosto)
Link:
www.misteriasolo.blogspot.com
www.borghitalia.it
www.asolo.it

martedì 24 novembre 2009

Sul Passo di Giau: la terrazza degli Dei

Un panorama d'eccezione
Situato in Provincia di Belluno, quasi al confine con il Trentino-Alto Adige, il Passo di Giau (2233 m. s. l. m.) si presenta coma un'ampia sella di pascoli aperta fra la morbida Punta di Zonia a Sud e l'aspra Gusella a Nord, avancorpo del Nuvolau. Ben noto agli sciatori veneti e trentini, questo paesaggio colpisce il visitatore che lo ammiri la prima volta per il contrasto fra la verde dolcezza dei prati e gli enormi torrioni grigi che li dominano come giganti di pietra, silenti guardiani di questo "belvedere" che pare esser stato progettato per dilettare antichi dei. Il panorama dal Passo di Giau è infatti grandioso e magnifico, forse fra i più suggestivi dell'intero arco alpino: a Nord le rupi della Gusella, il Nuvolau e l'Averau; a Nord-Est l'amena conca di Cortina d'Ampezzo sovrastata dalle Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, la Cima Undici e la Croda dei Toni; a Est i Lastoni di Formin e la Croda da Lago; a Sud, infine, il Col Piombin, la Punta di Zonia e gli speroni del Monte Cernera, con i gruppi della Marmolada e del Sella.
On the road fra Cortina e Selva di Cadore
Il Passo di Giau può essere raggiunto salendo dalla celebre Cortina o dal piccolo abitato di Selva di Cadore, ossia dalla splendida Valle Fiorentina. In entrambi i casi la strada procede tortuosissima offrendo panorami spettacolari, in un'atmosfera pregna di solennità. Non è esagerato dire che giunti al Passo ci si senta quasi di poter toccare il cielo con un dito, mentre il contemplare uno spazio così immenso affascina ed emoziona. Le cime circostanti, dalle forme più svariate ed ardite, si mostrano poi come veri e propri monumenti naturali, cui sia lo sguardo sia l'animo non possono che inchinarsi modesti e pensosi. Foreste di conifere ammantano invece le pendici dei rilievi, formando il più classico paesaggio alpino, e permettono un sicuro riparo nelle giornate e nelle ore più calde dell'estate, quando questi luoghi - data l'altitudine e la conformazione rocciosa del terreno - divengono piuttosto assolati.
Alla ricerca del silenzio della natura
Sul passo sono presenti alcune graziose strutture ricettive (rifugi, alberghi e ristoranti), che alimentano un notevole flusso turistico: grazie alla sua vicinanza a Cortina e ad altre rinomate località di villeggiatura, nonché al fatto di costituire un importante varco nel cuore delle Dolomiti, il Passo di Giau è molto frequentato per scampagnate e per facili passeggiate in famiglia. All'amante del silenzio e della solitudine della montagna potrebbe a primo acchito deludere quest'atmosfera molto "domestica", acuita dal fatto che nelle ore di punta il valico si presenta praticamente invaso dalle automobili; tuttavia, basta inoltrarsi di qualche centinaio di metri su uno qualsiasi dei sentieri che, quasi a raggiera, si dipanano dal parcheggio per ritrovarsi davvero soli, immersi in una natura fantastica che incute timore e rispetto. Per gli appassionati di trekking ed alpinismo è fra l'altro a disposizione il Rifugio Passo di Giau, in eccezionale situazione paesaggistica, che consente l'accesso ai difficilissimi sentieri di alta quota sul massiccio del Nuvolau.
La Riserva Naturale Monte Pelmo-Mondevàl-Passo Giau
Dal Passo si può compiere anche l'ascensione al Monte Pelmo (3169 m. s. l. m.), superba montagna non lontana da qui, e che risulta un poco nascosta dai dossi che cingono la sella: il percorso per raggiungere la cima è interessante per l'asperità degli ambienti attraversati e per un buon tratto non presenta particolari difficoltà all'escursionista esperto, ma più avanti risulta riservato agli alpinisti. L'area del Pelmo-Mondevàl-Giau è compresa in una riserva naturale integrale, che ne tutela le straordinarie peculiarità naturalistiche. Consigliabile è restare nella zona del passo fino al tramonto, quando i turisti se ne vanno, il silenzio si impadronisce dei prati e i colori del cielo si tingono di stupende tonalità, avvolgendo le ardite vette dolomitiche, spesso candide per tutto l'anno: lo sguardo allora riposa, gli occhi si riempiono e la mente torna a sognare.
APPUNTI DI VIAGGIO
Come arrivare:
Da Cortina o da Selva di Cadore
Link: