giovedì 29 ottobre 2009

La Valsugana: natura e sapori in un Trentino ancora fuori dal turismo di massa

Uno sguardo alla valle
Stretta fra gli abitati di Pergine e Grigno, e percorsa dal Fiume Brenta, la Valsugana è uno dei principali assi di comunicazione del Trentino, in virtù della presenza di importanti infrastrutture viarie e di una collocazione geografica che la pone come crocevia naturale fra la città di Trento ed il Veneto orientale. Per chi ha negli occhi le cartoline delle più celebri valli trentine, la prima impressione della Valsugana, a vederla dalla superstrada, può non essere esaltante: il paesaggio appare piuttosto alterato nel fondovalle dai numerosi insediamenti produttivi, piccoli ma diffusi, e dalle coltivazioni in serra (meleti), che spiccano in una campagna solo a tratti ancora d'aspetto auntenticamente tradizionale. L'impatto dello sviluppo moderno, tuttavia, risulta mitigato dalle maestose montagne che stringono la lunga vallata, fino a farle assumere spesso l'aspetto di un vero e proprio canyon; sulle loro boscose pendici, poi, si notano qui e là splendidi castelli medievali dalla foggia arcana e sognante, oltre a malghe e cascine che testimoniano il vecchio insediamento agrario.
Da Borgo Valsugana a Civezzano
Cuore culturale ed artistico dell'itinerario è di certo Borgo Valsugana, un raffinato centro storico posto sulle rive del Brenta che in certi scorci ricorda le atmosfere veneziane, con i suoi ponticelli e le sue gallerie affacciate sul fiume; molto belli i palazzi del corso, che danno l'idea di una cittadina un tempo ricca ed importante; divenuto oggi polo agricolo, industriale e commerciale di discreta importanza, Borgo è dominato dal Castel Telvana, magnifico fortilizio del XIV secolo, purtroppo di proprietà privata e non visitabile; attraversando invece la piana verso Sud e inoltrandosi brevemente nei monti che cingono l'Altopiano di Asiago si può raggiungere l'appartata Val di Sella con l'interessante esperimento di "Arte Sella"; si tratta di una sorta di giardino che offre un felice connubio fra le fantasiose opere d'arte contemporanea, realizzate rigorosamente con materiali naturali, e l'ambiente circostante. Risalendo poi la Valsugana verso Trento, meritano una sosta Pergine e Civezzano, che serbano alcune chiese interessanti, mentre spicca la presenza di ben due laghi, pittorescamente paralleli l'un l'altro e separati da un crinale boscoso: il Lago di Caldonazzo (già visibile dalla superstrada) e il Lago di Levico (nelle vicinanze sono le omonime terme); simili fra loro, offrono deliziosi lungolago adatti a piacevoli e romantiche passeggiate.
Dal Tesino al Lagorai
Tornati a Borgo e poi a Castelnuovo, dirigiamoci ora in montagna, verso Nord, ed iniziamo a risalire le pendici del gruppo dolomitico del Lagorai, uno dei meno conosciuti e più integri del Trentino: meta della nostra escursione è il gelido, solitario Passo Manghen, piccolo valico a 2043 m. s. l.m. da cui si può discendere alla Val di Fiemme. Già dalla tortuosissima strada per il passo si può apprezzare la natura incontaminata del Lagorai, tra fitte foreste di conifere e pascoli ameni e verdissimi, punteggiati da antiche malghe (oggi trasformate in simpatici agriturismi) e baite più recenti utilizzate per la villeggiatura. Giunti al Manghen (ove sorge un rifugio-risorante, bordato da un grazioso specchio d'acqua) c'è la possibilità di percorrere svariati sentieri a piedi, alcuni però adatti soltanto a chi possiede una "buona gamba": ai meno esperti si consiglia quello che conduce in tre quarti d'ora circa al Laghetto delle Buse, in un suggestivo scenario alpestre. Tornati nel fondovalle per la stessa strada, si procede fino a Strigno, villaggio dominato da uno slanciato campanile nonché dalla mole del Monte Lefre, postazione militare nella Prima Guerra Mondiale; tutt'intorno sorgono minuscoli Comuni dalle case vivacemente intonacate (Samone, Villa Agnedo, Spera, Scurelle, Ivano Fracena con il fiabesco Castel Ivano) che formano insieme una sorta di curiosa "città diffusa" alpina. Si ricomincia quindi a salire fino a superare Bieno e a guadagnare la verdissima Conca del Tesino, con i pittoreschi paesi di Pieve (patria dello statista Alcide De Gasperi) e Castel Tesino, entrambi frequentati per le vacanze estive.
La Val Malene e la Cima d'Asta
Oltrepassato il vasto e ondulato altopiano, si continua in direzione del Passo Brocon, attraverso un paesaggio fitto di foreste. Si incontra ad un certo punto il bivio per la Val Malene, segnalata da un cartello turistico: si tratta di un luogo magico e segreto, solcato da un limpido fiumiciattolo, il Grigno, e attrezzato con alcuni ristoranti-rifugi; nelle vicinanze è inoltre il parcheggio che dà accesso al sentiero per la Cima d'Asta (2883 m.), da non perdere per gli appassionati di trekking: il percorso conduce ad uno degli angoli neno noti delle Dolomiti, e per questo ancor più affascinante per chi è alla ricerca di autentica wilderness; la vetta di questo magnifico massiccio - che offre un grandioso panorama - è alla portata esclusivamente di escursionisti esperti ed allenati ma non è riservata agli alpinisti, il che ne fa una meta stupenda (agosto-settembre i mesi più indicati) per chi cerca una sana e lunga sgambata senza i rischi di altre scalate dolomitiche; alla portata di molti è invece l'omonimo, incantevole laghetto ai piedi della montagna, nei cui pressi è un accogliente rifugio aperto durante l'estate. Ad ogni modo, il sentiero per il laghetto ed eventualmente per la Cima d'Asta è una vera e propria galleria di splendori paesaggistici: a cominciare dal Grigno, torrente qui ancora impetuoso che a tratti forma rapide e cascate e che accompagna l'intera escursione; impressionanti, d'altro canto, le vedute man mano più ravvicinate degli spettacolari e tormentati bastioni rocciosi della Cima d'Asta. Riscendendo per la via dell'andata, una deviazione permette infine di visitare l'incantevole Lago di Costa Brunella, uno dei laghi in quota più profondi (60 m.) d'Europa.
Verso il Passo Brocon
Ripresa la Strada Provinciale dal bivio per la Val Malene, proseguiamo ora per il Passo Brocon che ci accoglie con ampie praterie un poco rovinate dagli impianti sciistici e da alcuni alti parafulmini, ottimo punto di partenza, comunque, per indimenticabili escursioni. Da qui, salendo ad uno dei vari poggi che circondano il passo, si può godere un panorama mozzafiato sulle Dolomiti di Primiero e San Martino di Castrozza, raggiungibili per una stradina con mille curve che si inoltra nelle antiche terre dei Ladini. Ma quella è un'altra storia: un ultimo saluto al Brocon, dunque, e torniamo in Valsugana all'altezza di Strigno, sazi di questi luoghi bellissimi e ancora al di fuori del turismo di massa e di facili stereotipi.
La Valsugana a tavola
Ma uno "stereotipo" ce lo possiamo permettere, e cioè la famosa "polenta valsuganotta", che ha reso questa valle famosa in tutta Italia. A dire il vero, la ricetta originale è tutt’oggi segreto delle massaie, ma nei locali pubblici viene servita nei modi più diversi: col ragù, con i funghi, con il formaggio o con la carne di cervo, la scelta è molto ampia. Del resto, questa valle ha dalla sua un’enogastronomia esemplare delle tradizioni trentine: accanto alla polenta compaiono i famosi “spatzle” (gnocchetti verdi agli spinaci), i canederli ripieni, o ancora il risotto al Teroldego (vino rosso doc del Basso Trentino) con fonduta di gorgonzola. In ogni caso, la ristorazione della zona è sostanziosa e mediamente meno cara rispetto alle valli più turistiche: insomma, la classica speranza di "mangiar bene e spender poco" è nella Valsugana ancora un qualcosa di realistico, grazie alla genuinità dei suoi paesi e all'ospitalità dei suoi abitanti.
APPUNTI DI VIAGGIO
Come arrivare:
Da Nord, seguire da Trento o Bolzano le indicazioni per Bassano del Grappa, imboccando così la superstrada che attraversa l'intera Valsugana. Da Verona, seguire le indicazioni per Trento e poi procedere come sopra. Da Padova, raggiungere Bassano del Grappa e poi seguire le indicazioni per Trento.
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