<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967</id><updated>2011-11-27T15:31:26.646-08:00</updated><category term='Trentino-Alto Adige'/><category term='Umbria'/><category term='Toscana'/><category term='Piemonte'/><category term='Veneto'/><category term='Lazio'/><title type='text'>Italia Sublime</title><subtitle type='html'>Turismo di qualità nel Bel Paese</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-7206435961272637540</id><published>2009-11-27T05:02:00.000-08:00</published><updated>2009-11-27T05:14:30.882-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><title type='text'>Per le vie di Asolo, sogno d'arte e poesia, memorie e bellezza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;strong&gt;Emozioni e memorie fra storia e paesaggio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Abitata fin dal IX sec. a.C., in epoca romana Asolo divenne municipium con il nome di Acelum. Nell’Alto Medioevo la città entrava a far parte della giurisdizione del Vescovo di Treviso, il quale abolì l’antica usanza di celebrare le messe col suono dei tamburi; in seguito, nel Quattrocento, si impose la dominazione veneziana, che coincise con un periodo di grande splendore: alla fine del secolo, l’ex regina di Cipro Caterina Cornaro creò attorno a sé una sfarzosa corte rinascimentale, richiamando artisti e letterati di grande prestigio e arricchendo così Asolo di splendidi monumenti: fra i personaggi più illustri vi fu Pietro Bembo, che qui scrisse, appunto, gli "Asolani". A due passi dall'urbanizzata pianura veneta, oggi Asolo si presenta come una sorta di inaspettato sogno "ad occhi aperti", uno scrigno ricolmo di goielli, immerso nel verde dei Colli Asolani, in un paesaggio che a tratti riporta alla mente i dipinti dei pittori del Cinquecento. Un Rinascimento qui mai terminato, se è vero che nei secoli la bellezza della cittadina e del suo paesaggio attrassero altri grandi artisti, scrittori ed intellettuali quali Palladio, Massari e Canova, o Carducci che definì Asolo «la città dai cento orizzonti», o ancora Manlio Brusatin per il quale essa era una «rara città di case che parlano», forse volendo rappresentare l'esressività profonda emanata dai nobili edifici asolani.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per le vie del borgo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Considerato uno dei centri d’arte più interessanti della regione, Asolo stupisce per la copiosità delle vestigia del suo passato. L’impronta medievale, tuttora riconoscibile per via delle mura e dell’imponente rocca, che sovrasta l’abitato dall’alto del Monte Ricco, è del resto sopraffatta dal gusto rinascimentale, che caratterizza fortemente un abitato di rara raffinatezza. Gli itinerari di visita ad Asolo sono molti e non è possibile tracciarne uno solo, in quanto la ricchezza dei monumenti riserva soprese continue al visitatore, inducendolo spesso a non rispettare un percorso prestabilito. In ogni caso, un punto di riferimento fondamentale risulta senz'altro la Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, luogo d'incontro per tutti gli Asolani, “salotto” emblematico della sana e serena vita di provincia. Nello slargo spiccano una fontana cinquecentesca con il Leone di San Marco, a ricordo della felice dominazione della «Serenissima» (da queste parti è ancora vivo il detto: «Asolo è Venezia e Venezia è Asolo»), il Palazzo della Ragione (sede amministrativa dell'Asolo rinascimentale, attualmente sede del Museo Civico, con all'interno la Sala della Ragione e sulla facciata un affresco del Contarini), e soprattutto la bella Cattedrale, che conserva nella facciata l'originario abito romanico e all'interno svariate opere d'arte, fra cui un'Assunta di Lorenzo Lotto (1506). Dopo una sosta nella graziosa piazza, si può far riferimento ad alcune specifiche vie cittadine, che costituiscono di per sé itinerari di visita piuttosto omognei ed ordinati e su cui si affacciano ediifici di grande interesse: Via Browning (una delle vie più eleganti di Asolo, con Palazzo Polo, Casa Tabacchi, Fontanella Zen e Villa Stark), Via Bembo (utile per visitare le mura e per salire alla rocca, da cui vastissimo panorama), Via Regina Cornaro (stretta fra schiere di palazzi quattrocenteschi affrescati e porticati, con il Castello della Regina, oggi Teatro Duse, e la Torre Civica), Via Canova (con Casa Duse, Casa De Maria, la Chiesa di Santa Caterina e, nelle vicinanze, Palazzo Pasquali, con lapide che ricorda il soggiorno di Napoleone, Villa de Mattia e la cosiddetta Casa Longobarda) e Via Dante (con l'ex Monastero di San Pietro, appartenuto ai benedettini). Altre architetture degne di nota sono inoltre Villa Contarini, sul Colle degli Armeni, Villa degli Armeni, ornata da affreschi cinquecenteschi, la Chiesa di Sant'Anna e la duecentesca Chiesa di San Gottardo, entrambe con affreschi, ed il cimitero storico, con la Tomba di Eleonora Duse, attrice amata da D'Annunzio, e la Tomba di Freya Stark; in Piazza Brugnoli sono invece Villa Scotti-Pasini e i resti dell'acquedotto romano detto “La Bot”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le leggende della Asolo "segreta"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#000000;"&gt;Asolo è anche città di misteri e leggende, nonché di eventi drammatici: pochi conoscono questo lato oscuro della cittadina, che, insospettabile, si cela dietro all'apparente serenità ed amenità di palazzi, chiese e paesaggi. Ed è innanzitutto la rocca, che si erge solitaria e maestosa, come fosse ormai lontana dalla vita degli Asolani, a celare parte di questi arcani. Comunemente additata come una costruzione medievale, le sue origini secondo alcuni studiosi locali sarebbero tutt'oggi piuttosto incerte, e molti, stando all'antichità della stessa Asolo, le hanno attribuite ad un tempo remoto, precedente all'epoca romana, e riferibile alla popolazione degli Euganei. In realtà dalle fonti si è stabilito che prima della fortezza sulla collina si trovava una chiesetta alto-medievale, ma quel che resta nella memoria degli Asolani sono i vari, strampalati racconti popolari, come quello secondo cui un contadino un giorno vide nei pressi della rocca un gallo (!) deporre uova nere da cui sarebbero fuoriusciti orribili diavoletti, oppure un'altra favola, incredibilmente radicata fra gli Asolani, che parla di una "capra d'oro" sepolta fra la rocca e la cinta muraria, e cui furono perfino dedicati recentemente degli appositi scavi “archeologici”... Ben più interessante invece la leggenda che parla di un passaggio segreto sotterraneo che metterebbe in comunicazione la “fortezza superiore” non solo con il Castello della Regina, che nel Medioevo era la “fortezza inferiore”, ma addirittura anche con l’amata e prodiga Venezia! Un'ultima diceria, fattasi sempre più largo nel tempo, parla poi di una presenza catara ad Asolo, nel contesto di un più vasto movimento ereticale attivo nel Medioevo fra Vicenza e Treviso. Tale teoria sarebbe supportata dal periodo della signoria di Ezzelino da Romano, quest'ultimo noto simpatizzante della complessa ed affascinante dottrina dei Catari. Pare che in seguito furono i Francescani a contrastare quest'eresia ormai dilagante nelle piazze asolane, come attesterebbero, pur in maniera simbolica, alcuni affreschi presenti in un antico convento fondato secondo la tradizione dallo stesso Poverello di Assisi e dedicato a San Michele Arcangelo. Un fatto non misterioso, ma tragicamente reale, riguarda infine una piccola comunità ebraica qui stanziatasi in Via Belvedere e trucidata nel 1547.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Enogastronomia, artigianato ed un’insolita rievocazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Asolo offre spunti eccezionali anche agli appassionati dell’enogastronomia. Tra caffè, enoteche e botteghe artigiane, una lenta passeggiata per le vie della cittadina si rivela come un momento di grande relax, alla scoperta di tradizioni e saperi che qui, a differenza di altrove, non sono andati affatto perduti. Si possono così apprezzare e conoscere le diverse produzioni locali e più in generale del territorio dei Colli Asolani come ad esempio il mais bianco perla, il formaggio Morlacco, il formaggio Bastardo e il Biso (“Pisello”) di Borgo del Grappa, i fagioli nani di Levada, le mele di Monfumo, l'olio della Pedemontana ed il miele del Grappa, le ciliegie di Maser e, non ultimi, vini pregiati come il Merlot, il Cabernet, il Prosecco, lo Chardonnay e il Pinot. Asolo in particolare vanta la produzione del vino doc “Montello e Colli Asolani”. Una meta di grande fascino, insomma, che come poche sa unire arte, storia, paesaggio, enogastronomia e tradizioni antiche, quest'ultime testimoniate, per concludere, dall'ormai famoso Palio di Asolo (terza domenica di settembre), preceduto da un corteo storico, in cui le sei contrade di Asolo (Asolo, Casella, Villaraspa, Villa d'Asolo, Ca' Giupponi e Pagnano) si sfidano in un'insolita corsa che consiste nel trainare sino al Foresto Vecchio un'antica biga romana nel minor tempo possibile! La strana manifestazione rievoca e festeggia la presa di possesso della città (10 ottobre 1489) da parte di Caterina Cornaro, posta al governo di Asolo da Venezia: sulla biga infatti si vede infatti una dama, chiamata Regina e scelta tra le ragazze della contrada, la quale simboleggia proprio l'illuminata mecenate. Un evento insomma straordinario, unico nel suo genere e da non perdere assolutamente, magari approfittandone quale speciale occasione per visitare Asolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nei dintorni di Asolo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il territorio dei Colli Asolani conserva uno dei più suggestivi e caratteristici paesaggi veneti, fra morbide colline in cui si alternato boschi e prati, uliveti e vigneti, e punteggiate da casali ornati da pini e cipressi e da splendide ville palladiane (fra tutte Villa Barbaro) circondate da parchi. In questo scenario incantevole si ha la sensazione spesso di viaggiare in un dipinto, e sono molte le possibilità per assaporarne al meglio l'atmosfera, magari partendo da uno dei molti ed accoglienti agriturismi e bed and breakfast: itinerari a piedi, a cavallo e mountain bike lungo vecchie sterrate o tranquille strade di campagna permettono di immergersi in un mondo ove il tempo pare essersi davvero fermato. Accanto ad Asolo poi, la zona offre altri notevoli centri d’arte, come Possagno, patria del Canova, ed Altivole, con il quattrocentesco complesso del Barco della Regiona Cornaro, deliziosa residenza agreste.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;br /&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da est: uscire al Casello autostradale Treviso Nord e prendere Via Montebelluna; da Sud uscire al Casello autostradale Padova Est e seguire Via Castelfranco, infine da Ovest: uscire al Casello autostradale Vicenza Est e poi imboccare Via Cittadella Castelfranco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Palio di Asolo (terza domenica di settembre)&lt;br /&gt;Fiera del Bestiame (metà mese di Aprile)&lt;br /&gt;Mercatino dell’antiquariato (ogni seconda domenica del mese, escluso luglio e agosto)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.misteriasolo.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;www.misteriasolo.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.borghitalia.it/"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;www.borghitalia.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.asolo.it/"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;www.asolo.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=45.7932962&amp;amp;ln=11.9128333&amp;amp;z=4&amp;amp;k=2"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-7206435961272637540?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/7206435961272637540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/per-le-vie-di-asolo-sogno-darte-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/7206435961272637540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/7206435961272637540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/per-le-vie-di-asolo-sogno-darte-e.html' title='Per le vie di Asolo, sogno d&apos;arte e poesia, memorie e bellezza'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-7611279271357373879</id><published>2009-11-25T06:10:00.000-08:00</published><updated>2009-11-25T06:22:47.074-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umbria'/><title type='text'>Fra le antiche mura di Todi: raffinate architetture e panorami incantevoli nel cuore dell'Umbria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;strong&gt;Dalla campagna alla città&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Situata su un’altura a dominio della media valle del Fiume Tevere, non lontana da Perugia ma in posizione solitaria tra dolci e ondulate colline, Todi conserva ancora piuttosto integro il rapporto con il suo paesaggio agricolo tradizionale, tra i più ameni e caratteristici dell'Umbria. Nata da antichi insediamenti umbri ed etruschi, e successivamente occupata dai Romani, la cittadina ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il XIII e il XIV secolo, quando fu avviato un consistente sviluppo urbano. Così Todi, che fino ad allora era stata un piccolo centro artigiano e commerciale, si espanse lungo gli assi delle maggiori arterie del tempo, ossia la Via Amerina e l’Orvietana. Dei quattro borghi originari che la costituivano, sono rimasti il Borgo di Porta Fratta, il Borgo Ulpiano e il Borgonuovo, compresi nella cinta muraria del Duecento. Nella città nacque il poeta Iacopo de’ Benedetti, meglio noto come Jacopone da Todi, al quale nel XIX secolo sono stati dedicati il Teatro e la Piazza omonimi: la figura del grande poeta delle “Laudi” si rispecchia ancor oggi nella vita tuderte, non a caso interessata da numerosi eventi a carattere culturale ed artistico che attirano folle di turisti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Piazza del Popolo e i suoi monumenti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il centro storico di Todi, che mantiene un aspetto nettamente medievale soprattutto nella zona alta, regala molte soprese al visitatore. Fra strade, rampe, vicoli e gradinate, tra caseggiati e palazzi nobiliari, si aprono di colpo ampi spazi ove prospettano monumenti talvolta grandiosi: ne è il maggiore esempio la scenografica Piazza del Popolo, sorta ove un tempo era il Foro romano e sopraelevata rispetto al resto dell’abitato. La piazza, che si presenta come un grande rettangolo al quale confluiscono tutti i borghi, è sicuramente una delle realizzazioni più evolute dell'urbanistica medievale umbra. Qui, dal posizionamento degli edifici, si legge chiaramente la contrapposizione dei poteri della città comunale: da una parte il Duomo, affiancato dal Palazzo Vescovile, e dall’altro il Palazzo del Capitano del Popolo e il Palazzo del Popolo. Quest'ultimo (detto anche Palazzo del Comune) è tra i più antichi edifici pubblici italiani e fu costruito inizialmente in stile longobardo ma poi ampliato nel Duecento: presenta un porticato al pianterreno ed una corona di merli in alto, due ordini di polifore e una torre campanaria del ‘500. Unito a questo da un’ampia scalinata e risalente alla fine del XIII secolo è invece il Palazzo del Capitano: con importante facciata gotica, aperta da trifore finemente decorate e cuspidate al primo piano, e trifore con arco a tutto sesto al secondo, è anch’esso porticato al pianterreno con pilastro centrale; al primo piano si trova la Sala del Capitano, con frammenti di affreschi del XIV secolo, di fronte è il Salone del Consiglio Generale del Palazzo del Popolo. All’ultimo piano di entrambi i palazzi è il Museo Pinacoteca. Collocato in posizione opposta alla Cattedrale è quindi il Palazzo dei Priori che, fondato in stile gotico, subì vari ampliamenti durante il Trecento ed il Cinquecento: ai primi rifacimenti si devono la massiccia torre trapezoidale e un’aquila tuderte in bronzo, mentre su commissione di Papa Leone X vennero realizzate le finestre in stile rinascimentale. A lato sinistro del palazzo è Piazza Garibaldi, che offre un bell’affaccio sulla Valle del Tevere ed ospita il cinquecentesco Palazzo Atti (al suo interno varie opere d'arte). A dominio della splendida Piazza del Popolo, e posta sopra un’alta gradinata quasi a simboleggiare, al tempo della sua edificazione, la predominanza del potere vescovile, è il Duomo di Maria SS. Annunziata, insigne di architettura sacra tardo-romanica e gotica. Iniziata intorno al XI secolo e terminata nel XIV secolo, si innalza su un’ampia scalinata e presenta nella facciata una commistione tra lo stile romanico e quello gotico. È aperta da tre portali, sormontati a loro volta da rosoni, e sul fianco destro si innalza un austero campanile del Duecento. L’interno è diviso in tre navate, con una quarta più piccola aggiunta nel Trecento: nella controfacciata si ammira un affresco tardo-cinquecento raffigurante il Giudizio Universale ed un Crocifisso ligneo del Settecento; la navata destra, con volte gotiche poggianti su colonne a pianta ottagonale, si apre sulla “navatina”; in fondo, sopra l’altare, è un Crocifisso ligneo dipinto su tavola del Duecento di scuola umbra e nell’abside un coro ligneo del XVI secolo; riccamente decorata è la Cappella Cesi, con decorazioni a stucco e affresco sulla volta; dalla navata sinistra si accede infine alla cripta, con volte a crociera trecentesche. A lato del Duomo è infine il Palazzo Vescovile con portale del Vignola, mentre occupano posizioni di rilievo i Palazzi dei Cesi, potente famiglia di Todi durante i secoli XV e XVI.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Altri gioielli d'arte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Proseguendo oltre la Piazza si raggiunge Piazza Umberto I, ove si staglia la mole del Tempio di San Fortunato, che, elevato su un’irta scalinata, tende quasi a sopraffare lo stesso Duomo nel paesaggio urbano. Edificata tra il XII e il XV secolo su un preesistente edificio, la chiesa è caratterizzata dalla facciata incompiuta ma anche dal magnifico portale quattrocentesco, con arco a sesto acuto e riccamente decorato con colonnine tortili e sculture rappresentanti personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento, San Francesco e San Fortunato e tredici santi; fiancheggiano il portale due piccole edicole gotiche con sculture della Vergine Annunziata e l’Arcangelo Gabriele. L’interno, molto severo, è composto da tre alte navate a crociera in stile gotico, mentre nella cripta giacciono le spoglie di Jacopone da Todi; da non perdere la lunga e ripida salita all'altissima torre campanaria cuspidata di San Fortunato, ripagata da un panorama meraviglioso sui tetti della città e sulla Val Tiberina. Costeggiando l’Ex Convento, dove sono osservabili le antiche mura cittadine, e che conserva nel chiostro avanzi di affreschi trecenteschi, si giunge al Piazzale IV Novembre, grazioso parco che ospita i resti della trecentesca Rocca e da cui si ha l'ennesima magnifica vista sulla sottostante vallata, che appare come una sorta di dipinto rinascimentale; discendendo da qui attraverso i viali sottostanti, uno dei quartieri meglio conservati della cittadina dà l’accesso a Piazzale Jacopone. Imboccata poi nuovamente la via direttrice dalla Piazza del Popolo si attraversa la «Rua», la via degli speziali medievali, ed un ripido lastricato ci porta sino a Fonte Rua dove più in basso è Porta Marzia, un elegante arco medievale per il quale sono stati utilizzati blocchi romani; oltre è la via del Mercato Vecchio, caratterizzata dai cosiddetti Nicchioni romani, un’imponente sostruzione realizzata alla fine dell’età repubblicana. Se si prosegue lungo Via della Piana s’incontrano prima l’austera Chiesa di San Carlo, eretta in stile romanico, e più avanti la Fonte Scannabecco: lungo la stessa via - dove era ubicato il Teatro Romano, del quale restano pochi frammenti - si notano eleganti case medievaleggianti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;strong&gt;La Chiesa di Santa Maria della Consolazione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sarebbero da menzionare numerosi altri edifici storici religiosi e civili, ma lasciamo la facoltà al visitatore di scoprirli da sé, facendo eccezione solo per un ultimo, ossia per la maestosa Chiesa di Santa Maria della Consolazione, uno dei monumenti più rappresentativi della ricchezza artistico-culturale della quieta cittadina umbra. Essa si colloca in posizione isolata rispetto al resto dell’apparato urbano, al margine sud-occidentale della cinta muraria duecentesca, posizione che le dona una rilevanza maggiore. La sua edificazione, durata esattamente un secolo, fu iniziata nei primi del ‘500 e terminata agli albori del Seicento, per celebrare il culto della Madonna della Consolazione; il progetto è stato sempre attribuito al Bramante, ma alcuni documenti indicherebbero altri maestri come suoi artefici, tra i quali il Vignola ed Ippolito Scalza. Il tempio, che rende Todi inconfondibile sin da lontano, stupisce per grazia e maestà: a croce greca con quattro absidi, tre poligonali ed una semicircolare con grande cupola centrale, ognuna di esse ha due ordini di pilastri e belle finestre di fine Cinquecento. Nella facciata si aprono tre portali, uno barocco, un altro settecentesco ed un ultimo ottocentesco, mentre gli interni, ampi e luminosi, semplici ma regali, presentano ricche decorazioni: nelle dodici nicchie delle prime tre absidi si ammirano gli Apostoli della scuola dello Scalza; sull’altare maggiore si trova infine il quattrocentesco affresco della Madonna della Consolazione, che diede origine alla chiesa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;br /&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da Roma: Autostrada del Sole (A1), Firenze-Roma, uscita Valdichiana, proseguire per Perugia-Terni (E45) uscita Todi; oppure uscita Orvieto, e proseguire per Todi (SS448) .&lt;br /&gt;Da Firenze: Autostrada del Sole (A1), Roma-Firenze, uscita Orte, proseguire per Terni-Perugia-Cesena(E45), uscita Todi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sentieri d’arte e di mense (giugno-dicembre)&lt;br /&gt;Mercatino dell'antiquariato (ogni seconda domenica del mese)&lt;br /&gt;Umbria music fest (25 agosto-16 settembre)&lt;br /&gt;Palio dei Somari (fine agosto, 0758943395)&lt;br /&gt;Todinotte (agosto)&lt;br /&gt;Todi arte festival (14-23 luglio)&lt;br /&gt;Rassegna antiquaria d’Italia (marzo-aprile)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.sistemamuseo.it/"&gt;www.sistemamuseo.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.todi.net/"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;www.todi.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.umbriaonline.com/"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:78%;"&gt;www.umbriaonline.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=42.7802296&amp;amp;ln=12.4084527&amp;amp;z=4&amp;amp;k=2"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-7611279271357373879?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/7611279271357373879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/fra-le-antiche-mura-di-todi-raffinate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/7611279271357373879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/7611279271357373879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/fra-le-antiche-mura-di-todi-raffinate.html' title='Fra le antiche mura di Todi: raffinate architetture e panorami incantevoli nel cuore dell&apos;Umbria'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-5455346973460339183</id><published>2009-11-24T23:58:00.000-08:00</published><updated>2009-11-25T00:07:05.747-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><title type='text'>Sul Passo di Giau: la terrazza degli Dei</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Un panorama d'eccezione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Situato in Provincia di Belluno, quasi al confine con il Trentino-Alto Adige, il Passo di Giau (2233 m. s. l. m.) si presenta coma un'ampia sella di pascoli aperta fra la morbida Punta di Zonia a Sud e l'aspra Gusella a Nord, avancorpo del Nuvolau. Ben noto agli sciatori veneti e trentini, questo paesaggio colpisce il visitatore che lo ammiri la prima volta per il contrasto fra la verde dolcezza dei prati e gli enormi torrioni grigi che li dominano come giganti di pietra, silenti guardiani di questo "belvedere" che pare esser stato progettato per dilettare antichi dei. Il panorama dal Passo di Giau è infatti grandioso e magnifico, forse fra i più suggestivi dell'intero arco alpino: a Nord le rupi della Gusella, il Nuvolau e l'Averau; a Nord-Est l'amena conca di Cortina d'Ampezzo sovrastata dalle Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, la Cima Undici e la Croda dei Toni; a Est i &lt;a name="OLE_LINK2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK1"&gt;Lastoni di Formin&lt;/a&gt; e la Croda da Lago; a Sud, infine, il Col Piombin, la Punta di Zonia e gli speroni del Monte Cernera, con i gruppi della Marmolada e del Sella.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;On the road fra Cortina e Selva di Cadore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Passo di Giau può essere raggiunto salendo dalla celebre Cortina o dal piccolo abitato di Selva di Cadore, ossia dalla splendida Valle Fiorentina. In entrambi i casi la strada procede tortuosissima offrendo panorami spettacolari, in un'atmosfera pregna di solennità. Non è esagerato dire che giunti al Passo ci si senta quasi di poter toccare il cielo con un dito, mentre il contemplare uno spazio così immenso affascina ed emoziona. Le cime circostanti, dalle forme più svariate ed ardite, si mostrano poi come veri e propri monumenti naturali, cui sia lo sguardo sia l'animo non possono che inchinarsi modesti e pensosi. Foreste di conifere ammantano invece le pendici dei rilievi, formando il più classico paesaggio alpino, e permettono un sicuro riparo nelle giornate e nelle ore più calde dell'estate, quando questi luoghi - data l'altitudine e la conformazione rocciosa del terreno - divengono piuttosto assolati.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alla ricerca del silenzio della natura&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sul passo sono presenti alcune graziose strutture ricettive (rifugi, alberghi e ristoranti), che alimentano un notevole flusso turistico: grazie alla sua vicinanza a Cortina e ad altre rinomate località di villeggiatura, nonché al fatto di costituire un importante varco nel cuore delle Dolomiti, il Passo di Giau è molto frequentato per scampagnate e per facili passeggiate in famiglia. All'amante del silenzio e della solitudine della montagna potrebbe a &lt;a name="OLE_LINK4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK3"&gt;primo acchito &lt;/a&gt;deludere quest'atmosfera molto "domestica", acuita dal fatto che nelle ore di punta il valico si presenta praticamente invaso dalle automobili; tuttavia, basta inoltrarsi di qualche centinaio di metri su uno qualsiasi dei sentieri che, quasi a raggiera, si dipanano dal parcheggio per ritrovarsi davvero soli, immersi in una natura fantastica che incute timore e rispetto. Per gli appassionati di trekking ed alpinismo è fra l'altro a disposizione il Rifugio Passo di Giau, in eccezionale situazione paesaggistica, che consente l'accesso ai difficilissimi sentieri di alta quota sul massiccio del Nuvolau.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Riserva Naturale Monte Pelmo-Mondevàl-Passo Giau&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dal Passo si può compiere anche l'ascensione al Monte Pelmo (3169 m. s. l. m.), superba montagna non lontana da qui, e che risulta un poco nascosta dai dossi che cingono la sella: il percorso per raggiungere la cima è interessante per l'asperità degli ambienti attraversati e per un buon tratto non presenta particolari difficoltà all'escursionista esperto, ma più avanti risulta riservato agli alpinisti. L'area del Pelmo-Mondevàl-Giau è compresa in una riserva naturale integrale, che ne tutela le straordinarie peculiarità naturalistiche. Consigliabile è restare nella zona del passo fino al tramonto, quando i turisti se ne vanno, il silenzio si impadronisce dei prati e i colori del cielo si &lt;span style="color:#000000;"&gt;tingono di stupende tonalità, avvolgendo le ardite vette dolomitiche, spesso candide per tutto l'anno: lo sguardo allora riposa, gli occhi si riempiono e la mente torna a sognare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;Come arrivare: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;Da Cortina o da Selva di Cadore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.dolomiti.org/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;www.dolomiti.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.magicoveneto.it/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;www.magicoveneto.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=46.4841068&amp;amp;ln=12.0516716&amp;amp;z=3&amp;amp;k=2"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-5455346973460339183?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/5455346973460339183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/sul-passo-di-giau-la-terrazza-degli-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/5455346973460339183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/5455346973460339183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/11/sul-passo-di-giau-la-terrazza-degli-dei.html' title='Sul Passo di Giau: la terrazza degli Dei'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-6992307072136924297</id><published>2009-10-29T16:02:00.000-07:00</published><updated>2009-11-02T08:28:45.348-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trentino-Alto Adige'/><title type='text'>La Valsugana: natura e sapori in un Trentino ancora fuori dal turismo di massa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Uno sguardo alla valle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Stretta fra gli abitati di Pergine e Grigno, e percorsa dal Fiume Brenta, la Valsugana è uno dei principali assi di comunicazione del Trentino, in virtù della presenza di importanti infrastrutture viarie e di una collocazione geografica che la pone come crocevia naturale fra la città di Trento ed il Veneto orientale. Per chi ha negli occhi le cartoline delle più celebri valli trentine, la prima impressione della Valsugana, a vederla dalla superstrada, può non essere esaltante: il paesaggio appare piuttosto alterato nel fondovalle dai numerosi insediamenti produttivi, piccoli ma diffusi, e dalle coltivazioni in serra (meleti), che spiccano in una campagna solo a tratti ancora d'aspetto auntenticamente tradizionale. L'impatto dello sviluppo moderno, tuttavia, risulta mitigato dalle maestose montagne che stringono la lunga vallata, fino a farle assumere spesso l'aspetto di un vero e proprio canyon; sulle loro boscose pendici, poi, si notano qui e là splendidi castelli medievali dalla foggia arcana e sognante, oltre a malghe e cascine che testimoniano il vecchio insediamento agrario.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da Borgo Valsugana a Civezzano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cuore culturale ed artistico dell'itinerario è di certo Borgo Valsugana, un raffinato centro storico posto sulle rive del Brenta che in certi scorci ricorda le atmosfere veneziane, con i suoi ponticelli e le sue gallerie affacciate sul fiume; molto belli i palazzi del corso, che danno l'idea di una cittadina un tempo ricca ed importante; divenuto oggi polo agricolo, industriale e commerciale di discreta importanza, Borgo è dominato dal Castel Telvana, magnifico fortilizio del XIV secolo, purtroppo di proprietà privata e non visitabile; attraversando invece la piana verso Sud e inoltrandosi brevemente nei monti che cingono l'Altopiano di Asiago si può raggiungere l'appartata Val di Sella con l'interessante esperimento di "Arte Sella"; si tratta di una sorta di giardino che offre un felice connubio fra le fantasiose opere d'arte contemporanea, realizzate rigorosamente con materiali naturali, e l'ambiente circostante. Risalendo poi la Valsugana verso Trento, meritano una sosta Pergine e Civezzano, che serbano alcune chiese interessanti, mentre spicca la presenza di ben due laghi, pittorescamente paralleli l'un l'altro e separati da un crinale boscoso: il Lago di Caldonazzo (già visibile dalla superstrada) e il Lago di Levico (nelle vicinanze sono le omonime terme); simili fra loro, offrono deliziosi lungolago adatti a piacevoli e romantiche passeggiate.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dal Tesino al Lagorai&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Tornati a Borgo e poi a Castelnuovo, dirigiamoci ora in montagna, verso Nord, ed iniziamo a risalire le pendici del gruppo dolomitico del Lagorai, uno dei meno conosciuti e più integri del Trentino: meta della nostra escursione è il gelido, solitario Passo Manghen, piccolo valico a 2043 m. s. l.m. da cui si può discendere alla Val di Fiemme. Già dalla tortuosissima strada per il passo si può apprezzare la natura incontaminata del Lagorai, tra fitte foreste di conifere e pascoli ameni e verdissimi, punteggiati da antiche malghe (oggi trasformate in simpatici agriturismi) e baite più recenti utilizzate per la villeggiatura. Giunti al Manghen (ove sorge un rifugio-risorante, bordato da un grazioso specchio d'acqua) c'è la possibilità di percorrere svariati sentieri a piedi, alcuni però adatti soltanto a chi possiede una "buona gamba": ai meno esperti si consiglia quello che conduce in tre quarti d'ora circa al Laghetto delle Buse, in un suggestivo scenario alpestre. Tornati nel fondovalle per la stessa strada, si procede fino a Strigno, villaggio dominato da uno slanciato campanile nonché dalla mole del Monte Lefre, postazione militare nella Prima Guerra Mondiale; tutt'intorno sorgono minuscoli Comuni dalle case vivacemente intonacate (Samone, Villa Agnedo, Spera, Scurelle, Ivano Fracena con il fiabesco Castel Ivano) che formano insieme una sorta di curiosa "città diffusa" alpina. Si ricomincia quindi a salire fino a superare Bieno e a guadagnare la verdissima Conca del Tesino, con i pittoreschi paesi di Pieve (patria dello statista Alcide De Gasperi) e Castel Tesino, entrambi frequentati per le vacanze estive.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Val Malene e la Cima d'Asta&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Oltrepassato il vasto e ondulato altopiano, si continua in direzione del Passo Brocon, attraverso un paesaggio fitto di foreste. Si incontra ad un certo punto il bivio per la Val Malene, segnalata da un cartello turistico: si tratta di un luogo magico e segreto, solcato da un limpido fiumiciattolo, il Grigno, e attrezzato con alcuni ristoranti-rifugi; nelle vicinanze è inoltre il parcheggio che dà accesso al sentiero per la Cima d'Asta (2883 m.), da non perdere per gli appassionati di trekking: il percorso conduce ad uno degli angoli neno noti delle Dolomiti, e per questo ancor più affascinante per chi è alla ricerca di autentica wilderness; la vetta di questo magnifico massiccio - che offre un grandioso panorama - è alla portata esclusivamente di escursionisti esperti ed allenati ma non è riservata agli alpinisti, il che ne fa una meta stupenda (agosto-settembre i mesi più indicati) per chi cerca una sana e lunga sgambata senza i rischi di altre scalate dolomitiche; alla portata di molti è invece l'omonimo, incantevole laghetto ai piedi della montagna, nei cui pressi è un accogliente rifugio aperto durante l'estate. Ad ogni modo, il sentiero per il laghetto ed eventualmente per la Cima d'Asta è una vera e propria galleria di splendori paesaggistici: a cominciare dal Grigno, torrente qui ancora impetuoso che a tratti forma rapide e cascate e che accompagna l'intera escursione; impressionanti, d'altro canto, le vedute man mano più ravvicinate degli spettacolari e tormentati bastioni rocciosi della Cima d'Asta. Riscendendo per la via dell'andata, una deviazione permette infine di visitare l'incantevole Lago di Costa Brunella, uno dei laghi in quota più profondi (60 m.) d'Europa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Verso il Passo Brocon&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ripresa la Strada Provinciale dal bivio per la Val Malene, proseguiamo ora per il Passo Brocon che ci accoglie con ampie praterie un poco rovinate dagli impianti sciistici e da alcuni alti parafulmini, ottimo punto di partenza, comunque, per indimenticabili escursioni. Da qui, salendo ad uno dei vari poggi che circondano il passo, si può godere un panorama mozzafiato sulle Dolomiti di Primiero e San Martino di Castrozza, raggiungibili per una stradina con mille curve che si inoltra nelle antiche terre dei Ladini. Ma quella è un'altra storia: un ultimo saluto al Brocon, dunque, e torniamo in Valsugana all'altezza di Strigno, sazi di questi luoghi bellissimi e ancora al di fuori del turismo di massa e di facili stereotipi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Valsugana a tavola&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma uno "stereotipo" ce lo possiamo permettere, e cioè la famosa "polenta valsuganotta", che ha reso questa valle famosa in tutta Italia. A dire il vero, la ricetta originale è tutt’oggi segreto delle massaie, ma nei locali pubblici viene servita nei modi più diversi: col ragù, con i funghi, con il formaggio o con la carne di cervo, la scelta è molto ampia. Del resto, questa valle ha dalla sua un’enogastronomia esemplare delle tradizioni trentine: accanto alla polenta compaiono i famosi “spatzle” (gnocchetti verdi agli spinaci), i canederli ripieni, o ancora il risotto al Teroldego (vino rosso doc del Basso Trentino) con fonduta di gorgonzola. In ogni caso, la ristorazione della zona è sostanziosa e mediamente meno cara rispetto alle valli più turistiche: insomma, la classica speranza di "mangiar bene e spender poco" è nella Valsugana ancora un qualcosa di realistico, grazie alla genuinità dei suoi paesi e all'ospitalità dei suoi abitanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Come arrivare:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Da Nord, seguire da Trento o Bolzano le indicazioni per Bassano del Grappa, imboccando così la superstrada che attraversa l'intera Valsugana. Da Verona, seguire le indicazioni per Trento e poi procedere come sopra. Da Padova, raggiungere Bassano del Grappa e poi seguire le indicazioni per Trento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Link:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.valsugana.info/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.valsugana.info&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.valsugana.net/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.valsugana.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=46.042497&amp;amp;ln=11.477966&amp;amp;z=5&amp;amp;k=2&amp;amp;a=1&amp;amp;tab=1"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-6992307072136924297?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/6992307072136924297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/10/la-valsugana-natura-e-sapori-in-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6992307072136924297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6992307072136924297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/10/la-valsugana-natura-e-sapori-in-un.html' title='La Valsugana: natura e sapori in un Trentino ancora fuori dal turismo di massa'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-1480356725944720498</id><published>2009-09-09T04:41:00.000-07:00</published><updated>2009-11-03T13:50:31.726-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><title type='text'>San Gimignano, sogno di Medioevo fra i vigneti del Chianti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Torri e potere nell'Età Comunale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Situata nell'ubertosa Val d’Elsa, fra vigne ed uliveti, San Gimignano è una delle cittadine d’epoca comunale più affascinanti della Toscana e d’Italia. Di origine ancora oscura ma sicuramente etrusca, se ne hanno notizie soltanto a partire dal X secolo d. C., quale borgo situato sul tratto tra Pisa e Siena della Via Francigena. Il nome della città deriverebbe da un misterioso vescovo modenese che qui visse nel IV secolo, e al quale sono legati racconti popolari di eventi miracolosi ed una macabra leggenda alto-medievale. Straordinario il centro storico, rimasto pressoché inalterato nei secoli e caratterizzato da case-torri ed eleganti edifici. San Gimignano è infatti celebre per lo scenografico effetto dato dall’insieme delle sue numerose e possenti torri, che raccontano eloquentemente la movimentata storia dei suoi abitanti: furono costruite per motivi difensivi dalle maggiori famiglie del luogo, spesso divise da guerre fratricide per la supremazia sul paese. Le torri, del resto, rappresentavano lo status sociale dei loro proprietari: la loro altezza era proporzionale al potere della famiglia, e quando una casata veniva sconfitta, la sua torre veniva mozzata (o "capitozzata").&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Benvenuti nel Medioevo&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Appena varcata la duecentesca Porta San Giovanni, con arco ribassato di tipo senese, che costituisce l’ingresso principale al cuore della cittadina, il visitatore si trova immediatamente immerso in una rarefatta atmosfera medievale. Dapprima si percorre in salita la stretta Via San Giovanni, spina dell’omonima contrada (che ricalca, con Via San Matteo, il tragitto della Via Francigena), ove gli alti e austeri edifici che la bordano paiono quasi “proteggerla”. Oltrepassato poi l’Arco dei Becci, si sfocia sulla spettacolare Piazza della Cisterna, che, assieme alla vicina Piazza del Duomo, costituisce il fulcro urbanistico di San Gimignano. Di forma triangolare, ospita una bella Cisterna, costruita nel XIII secolo, e vi si affacciano magnifici palazzetti due-trecenteschi, tra cui vanno citati almeno la Casa Silvestrini, il Palazzo dei Cortesi con la cosiddetta Torre del Diavolo e il Palazzo Tortoli-Treccani con la Torre Mozza, mentre sul lato occidentale spiccano le due gemelle Torri degli Ardinghelli.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Duomo di Santa Maria Assunta&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Da Piazza della Cisterna un passaggio ad angolo conduce all’altrettanto suggestiva Piazza del Duomo, ove l’atmosfera si tinge dei colori delle antiche fiabe e non si può non rimanere incantati. Qui sono situati gli edifici civili e religiosi più improntanti della cittadina, fra cui spicca la Collegiata (o Duomo) dell’Assunta, che domina, dall’alto di un’ampia scalinata, il lato occidentale della piazza. Edificato nell’XI secolo in stile romanico, il complesso sacro subì una prima ristrutturazione nel 1239, ed un ampliamento nel 1460 ad opera di Giuliano da Maiano. La facciata (il cui orientamento fu capovolto durante le modifiche duecentesche) ha aspetto austero e privo d’ornamenti, quasi in contrasto con lo sfarzo degli edifici vicini. L’interno, a tre navate, è invece caratterizzato da numerosi affreschi e importanti dipinti: lungo le pareti della navata sinistra si ammira un ciclo trecentesco, realizzato da Bartolo di Fredi, che descrive il Vecchio Testamento; sulla controfacciata sono il suggestivo Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo, sempre trecentesco, e al di sotto un affresco di Benozzo Bozzoli che rappresenta il Martirio di San Sebastiano; nella parete della navata destra si trova poi la raffigurazione del Nuovo Testamento, eseguita negli anni Trenta del XIV secolo dai fratelli Lippo e Federico Memmi; infine, l’adiacente Cappella di Santa Fina, opera di Giuliano e Benedetto da Maiano, costituisce un notevole esempio del Rinascimento toscano, con magnifici affreschi quattrocenteschi del Ghirlandaio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Palazzo del Popolo e i panorami della Torre Grossa&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Sempre su Piazza del Duomo prospettano poi il Palazzo del Podestà, con l’alta Torre Rognosa (52 metri), le due gemelle Torri Salvucci e lo splendido Palazzo del Popolo. Sede del Comune e del Museo Civico, il Palazzo del Popolo (chiamato anche Palazzo Nuovo del Podestà) venne costruito alla fine del Duecento ed ampliato nel secolo successivo. La facciata si mostra coronata da merli guelfi ed aperta da eleganti finestre ad archi ribassati. All’interno spicca innanzitutto la cosiddetta Sala di Dante, affrescata dal Memmi, dal Fredi, dal Gozzoli e dall’Azzo, che custodisce la memoria del passaggio del “sommo poeta” come diplomatico. Degne di nota sono anche la Sala delle Adunanze Segrete, la Sala della Torre e la Sala della Trinità, mentre nella Pinacoteca si conservano dipinti di scuola senese e fiorentina. Sulla destra della sua facciata del Palazzo si erge infine la maestosa Torre Grossa, alta 54 metri, dalla cui sommità della Torre Grossa si gode un magnifico panorama in tutte le direzioni, sia sull’antico abitato con i suoi tetti e le sue torri, sia sull'incantevole campagna circostante.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Altri splendori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Accanto alle Torri Salvucci è il passaggio per la pittoresca Via San Matteo, sulla quale prospettano altri edifici risalenti ai secoli XIII e XIV: tra essi ricordiamo il Palazzo della Cancelleria, la Casa-torre Pesciolini e la romanica Chiesa di San Bartolo. Dalla Porta San Matteo una deviazione conduce invece alla Piazza Sant’Agostino, in cui si trovano la Chiesa di Sant’Agostino, eretta nel Duecento e ricca di opere d’arte, e, poco distante, la piccola romanica Chiesa di San Pietro. Altre mete interessanti sono la Chiesetta di San Jacopo, che conserva tracce della presenza dei Templari, le antiche fonti, poco esterne all’abitato e risalenti a varie epoche, e le rovine della trecentesca Rocca di Montestaffoli, da cui si gode di un bel panorama sulle torri e sul borgo di San Gimignano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non solo arte...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;San Gimignano è uno dei luoghi d'elezione del turismo enogastronomico in Italia: immersa nel verde del Chianti e non lontana dalla Valdorcia, la cittadina risente felicemente di straordinarie tradizioni culinarie ed enologiche. Nei pittoreschi (e talvolta elegantissimi) ristoranti del centro storico, spesso ricavati da antichi ambienti con travi in legno e pietra a vista, è possibile gustare tutti i piatti tipici locali, fra cui..... Ottimo ovviamente il vino della zona,...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;br /&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;da Nord: percorrere l’autostrada A1, Milano-Roma, direzione Sud, uscita Firenze Certosa poi raccordo autostradale Firenze-Siena in direzione Siena con uscita Poggibonsi Nord, infine seguire le indicazioni per San Gimignano. Da Sud: percorrere l’autostrada A1, Roma-Milano, uscita Valdichiana, indicazioni per Siena, poi raccordo autostradale Siena-Firenze, direzione Firenze e uscire a Poggibonsi Nord; infine seguire le indicazioni per San Gimignano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Ferie delle messi (terzo sabato e domenica di giugno)&lt;br /&gt;- Accademia dei Leggieri - concerti di musica classica (estate)&lt;br /&gt;- Film Festival (estate)&lt;br /&gt;- Festa di Santa Fina (agosto)&lt;br /&gt;- Festa del Vescovo Gimignano (31 gennaio)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.sangimignano.com/"&gt;www.sangimignano.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.terresiena.it/"&gt;www.terresiena.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=43.4703333&amp;amp;ln=11.0437592&amp;amp;z=4&amp;amp;k=2"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-1480356725944720498?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/1480356725944720498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/san-gimignano-sogno-di-medioevo-fra-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/1480356725944720498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/1480356725944720498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/san-gimignano-sogno-di-medioevo-fra-i.html' title='San Gimignano, sogno di Medioevo fra i vigneti del Chianti'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-5245023349837988782</id><published>2009-09-08T10:01:00.000-07:00</published><updated>2009-09-08T14:34:00.791-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piemonte'/><title type='text'>Alba, scrigno d'arte nel cuore delle Langhe</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Terre del buon vivere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Alba sorge nel cuore delle Langhe, un territorio magnifico, di spiccato carattere rurale, in cui l'opera dell'uomo coesiste in mirabile equilibrio con l'ambiente naturale. Un suggestivo “paesaggio medievale” fatto di immensi vigneti, punteggiati da borghi, cascine, ville, torri e castelli, che per la sua straordinarietà è attualmente candidato al riconoscimento, da parte dell'Unesco, quale "patrimonio dell'Umanità". Amene colline in cui vissero ed operarono - ispirati dalla bellezza dei luoghi - intellettuali, artisti e scrittori, come ad esempio Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, e che oggi continuano ad attirare il turista alla ricerca di paesaggi autentici, oltre che del buon vino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Le remote origini, la dominazione romana e le invasioni barbariche&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Con le sue austere e numerose torri, che svettano sull'abitato e lo caratterizzano sin da lontano, Alba appare al visitatore come un gioiello d'architettura incastonato nel verde delle Langhe. Se il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco hanno conformato l'aspetto attuale di questa nobile ed aristocratica cittadina d'arte, tra le più interessanti del Piemonte, essa, tuttavia, nasconde una storia antichissima, risalente addirittura al Neolitico. Fu in quel tempo remoto che si insediò nella Valle del Tanaro una popolazione in precedenza nomade, forse di provenienza celtica, la quale nei secoli successivi finì col diversificarsi in varie etnie. Iniziò a delinearsi dunque il popolo degli Albesi, cui in seguito, nel V sec. a. C., si unì un gruppo di Galli invasori. Nel II sec. a. C. venne poi la dominazione romana, che lasciò comunque al municipium una certa indipendenza amministrativa: il villaggio prese allora il nome di Alba Pompeia, si ingrandì, fu munito di possenti mura poligonali e conobbe un notevole sviluppo economico e commerciale. Con la caduta dell'Impero Romano, Alba fu soggetta alle dure invasioni barbariche di Visigoti, Burgundi, Franchi e Longobardi, mentre, a cavallo del V sec. d. C., la città subiva un sostanziale rinnovamento, con la distruzione dei templi pagani e l'edificazione delle prime chiese cristiane. La rinascita e la costituzione del libero comune arrivarono solo nel X sec., allorquando Alba riprese a svilupparsi e ad espandersi, e più tardi fu fedele all'imperatore Federico Barbarossa, il quale l'avrebbe ripagata con ingenti benefici: in questo periodo fu quindi un ulteriore rinnovamento generale del tessuto urbano, che si arricchì di edifici sia civili che sacri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Dal Basso Medioevo ai giorni nostri&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La successiva storia di Alba, per tutto il basso Medioevo e sino agli albori dell'Età Moderna, fu segnata da molte disgrazie, fra guerre continue (divenne possedimento dei Savoia), terremoti e pestilenze, sino ad arrivare all'epoca della Campagna in Italia di Napoleone Bonaparte, che qui, il 28 aprile 1796, fece sventolare il primo tricolore italiano, composto dai colori rosso, blu e arancio, oggi adottati dal gonfalone della Regione Piemonte. Ma si trattò di una mera illusione, poiché la dominazione francese, lungi dal portare libertà, significò una fase di vessazioni economiche per gli Albesi, cui dobbiamo aggiungere il danneggiamento di monumenti e il furto di opere d'arte. In tempi più recenti, nel corso della Seconda Guerra Mondiale Alba fu al centro delle operazioni belliche nonché di una strenua resistenza partigiana. Dal Dopoguerra ad oggi, l'abitato di Alba ha visto un notevole sviluppo urbanistico, che ha in parte alterato il rapporto fra centro storico e campagna, ma tutto sommato la cittadina è rimasta piuttosto compatta, chiusa da dolci rilievi collinari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Uno scrigno d'arte: le torri e il Duomo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;A leggerla dai suoi monumenti la lunga storia di Alba si riflette soprattutto nell’arte medioevale, rinascimentale e barocca: ai secoli XIV e XV risalgono le torri che tuttora dominano la cittadina e che in passato dovettero essere assai più numerose (la tradizione vuole che ve ne fossero 100!). Oggi se ne sono conservate venti, per lo più abbassate e adattate alle abitazioni: fra tutte, le tre più integre ed interessanti sono visibili da Piazza Duomo: Torre Sineo, Torre Paruzza e Torre Astesiano. Per il resto il centro storico, che colpisce per eleganza e compostezza e per gli immancabili mattoncini rossi, è un armonico e raffinato mosaico di palazzetti cinque-sei-settecenteschi e serba molte e pregevoli chiese, fra cui innanzitutto la splendida e suggestiva Cattedrale di San Lorenzo: costruita probabilmente sui resti di un tempio romano, la chiesa vide due rimaneggiamenti architettonici essenziali, l'uno romanico e l'altro nel 1486, anche se nel Seicento, dopo una rovinosa scossa tellurica, essa subì una generale ristrutturazione; una curiosità è il campanile duecentesco, che ha inglobato interamente il campanile preesistente; bellissimo il coro ligneo cinquecentesco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La Chiesa di San Domenico&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Altro monumento degno di nota è la Chiesa di San Domenico, eretta dai domenicani nel XIII sec. e rimaneggiata fra Seicento e Settecento; durante l'invasione francese, i napoleonidi, come da loro empia consuetudine, la utilizzarono come stalla per cavalli e la chiesa fu riaperta al culto soltanto nel 1827. L'edificio conserva comunque il severo abito gotico originario, con un portale che presenta una profonda strombatura di colonnine in arenaria, mentre nella lunetta è un dipinto che ritrae la Madonna con il Bambino tra San Domenico e Santa Caterina da Siena. Davvero notevoli poi l'abside semi-decagonale e, all'interno, i capitelli dei pilastri, diversi fra loro per forma e dimensione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Altri piccoli gioielli&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Non ultima, merita una menzione speciale la Chiesa di San Giuseppe, situata nel borgo di San Lorenzo: innalzato nel Seicento e completato nel secolo successivo, si tratta di un edificio piuttosto semplice e massiccio ma con una graziosa facciata barocca. Caratterizzata dalle numerose cappelle e da un prezioso coro in noce del XII secolo, la Chiesa di San Giuseppe è importante soprattutto perché custodisce le tracce dell'antico passato di Alba: al di sotto della chiesa attuale, infatti, si può compiere un percorso archeologico che si inoltra nei resti di strutture romane. Tra gli altri edifici sacri, ricordiamo infine l'Ex Convento della Maddalena, con un grande porticato interno, il Tempio di San Paolo e la Chiesa di San Giovanni. Passando invece ai monumenti civili, vanno citati almeno il Teatro Sociale, il pittoresco Palazzo Comunale, il Palazzo Vescovile, il Palazzo dei Conti di Serralunga, il palazzo gentilizio detto Casa Porro e l’austera e più antica Casa Marro. Alba offre infine la visita del Museo civico archeologico e di scienze naturali "Federico Eusebio", sito in Via Vittorio Emanuele: l'esposizione si suddivide in due sezioni, l’una archeologica l’altra naturalistica, impostate sulla documentazione e sullo studio del territorio di Alba e dintorni, con particolare attenzione all’era preistorica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Enogastronomia di alta qualità&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Sempre su Via Vittorio Emanuele, corso principale di Alba, si aprono le caratteristiche botteghe con i prodotti tipici, in primis vino, cioccolata e tartufo. Del resto, Alba è sì una cittadina pregna d’arte e storia, ma allo stesso tempo è l'epicentro di una pregiatissima produzione agricola. Dal punto di vista eno-gastronomico, accanto ai celebri vini, spicca una grande specialità locale, vale a dire il tartufo bianco, alla quale è dedicata una lunga fiera, che ha il suo cuore nella sfilata dei carri allegorici. Come tutti gli intenditori sanno bene, però, i docg Barolo, Barbaresco e Roero sono i gioielli della produzione vitivinicola locale, che ha disegnato nel tempo un paesaggio agrario tra i più splendidi d'Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;E74 direzione Asti e poi Alba&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;Agribiofiera (novembre)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;Palio degli Asini (ottobre)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.comune.alba.cn.it/"&gt;www.comune.alba.cn.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.langheroero.it/"&gt;www.langheroero.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=44.695505&amp;amp;ln=8.035555&amp;amp;z=3&amp;amp;k=2&amp;amp;a=1&amp;amp;tab=2"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-5245023349837988782?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/5245023349837988782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/alba-scrigno-darte-nel-cuore-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/5245023349837988782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/5245023349837988782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/alba-scrigno-darte-nel-cuore-delle.html' title='Alba, scrigno d&apos;arte nel cuore delle Langhe'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-3883499046007280258</id><published>2009-09-07T09:07:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T16:35:05.727-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lazio'/><title type='text'>Il Parco Naturale dei Monti Aurunci, uno scrigno di natura a due passi dal mare più bello del Lazio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un ambiente ricco e complesso&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Situati ai confini con la Campania, fra le province di Latina e Frosinone, i Monti Aurunci sono un gruppo montuoso appartenente alla catena dell'Anti-Appennino meridionale laziale, che comprende anche i Monti Lepini ed Ausoni. L'ambiente non si differenzia in modo sostanziale da quello del resto della catena, presentandosi fortemente carsificato, con inghiottitoi, grotte, doline, campi solcati. Il paesaggio invece mostra una morfologia molto più aspra e accidentata (che vede la presenza di pareti rocciose, talvolta spettacolari, come quelle del Redentore e del Fàmmera) e si contraddistingue per la notevole vicinanza al mare; i Monti Aurunci, infatti, incombono con selvaggi valloni sul litorale di Formia, Scauri e Gaeta, mentre verso Sperlonga, assieme ai contigui Ausoni si gettano, con una lunga propaggine collinare, in un mare cristallino e multicolore con scogliere stupende e piccoli promontori. Anche dal punto di vista vegetazionale il paesaggio degli Aurunci si presenta variegato, con caratteristiche quasi opposte sui due versanti del gruppo: brullo e cespuglioso sul versante marittimo, fresco e boscoso nelle aree più interne e in buona parte del versante ciociaro (in particolare fra il Trina e il Rèvole, fra il Petrella e il Fàmmera, e nella zona del Monte Faggeto). Querceti e faggete, anche d'alto fusto, spiccano nella flora degli Aurunci, celebre per la straordinaria ricchezza botanica, che annovera innumerevoli esemplari di orchidee ed altre specie floreali rare (fra cui l'Orphys Promontorii e l'Ophrys Lacaitae che fioriscono rispettivamente a maggio e giugno). Meno varia la fauna relativa ai mammiferi, decimata dalla caccia e dal bracconaggio, fenomeni non del tutto sopiti nemmeno dopo l'istituzione del Parco Regionale dei Monti Aurunci, avvenuta nel 1997; abbondano però i rapaci, fra cui segnaliamo il biancone e il falco pellegrino.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Uomo e natura nei secoli, fra tradizioni e prodotti tipici&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Gli Aurunci sono montagne selvagge e solitarie, in cui l'uomo spesso pare non essersi mai insediato. E invece, i numerosi ruderi di masserie, stazzi, casolari e cisterne, i terrazzamenti ben curati in collina e abbandonati a monte rammentano di una civilizzazione risalente ad epoche arcaiche, poi al periodo romano e infine al Medioevo, che vide la nascita dei borghi fortificati, conventi e eremi, come quello di San Michele sul Monte Redentore, tutt'oggi venerato e raggiunto da una pittoresca processione da Maranola, sopra Formia. Gli Aurunci, del resto, come altre aree del Lazio meridionale, custodiscono tradizioni e racconti popolari di grande fascino, che lasciano trapelare un antico e profondo legame col territorio: suggestiva, ad esempio, è la leggenda della Fossa Juanna, profonda dolina ove si radunerebbero le streghe aurunche. Questo retaggio si rivela oggi nelle tradizionali attività di pastorizia, ancora praticate sugli altopiani di Esperia (ove è da rilevare pure l'allevamento di una razza equina autoctona, il "cavallino d'Esperia", appunto). Uno dei prodotti tipici più noti degli Aurunci è del resto la marzolina, un formaggio primaverile di latte caprino, mentre dal punto di vista strettamente agricolo mantiene grande importanza la coltura dell'olivo, in particolare per la produzione di olive da tavola (le cosiddette "olive nere di Gaeta", prodotte in realtà per lo più intorno ad Itri). Numerosi i paesi, tutti di vetusta origine, ma raramente conservatisi integri: fanno eccezione Esperia, affascinante borgo arroccato e dominato dalle rovine della medievale Rocca Guglielma, Ausonia, compatto amalgama di grigie case anch'esse culminanti in una fortezza, e Campodimele, noto come il "paese della longevità" per i suoi abitanti ultracentenari. Ai piedi del massiccio è infine Gaeta, città portuale dal fascino mediterraneo, fra le più interessanti del Lazio meridionale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sentieri da non perdere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Già da anni frequentati dai botanici e dagli speleologi, i Monti Aurunci sono negli ultimi tempi (grazie all'istituzione del parco) sempre più apprezzati dagli escursionisti per la bellezza straordinaria dei loro sentieri. In primis la classica salita alla Grotta-Eremo di San Michele e alla cima del Monte Redentore con la sua statua ed il suo vastissimo panorama, comprendente la costa dal Vesuvio al Circeo. Altre splendide scalate raggiungono i monti Revole, Ruazzo e Fammera, mentre i verdi altopiani sono mete perfette per piacevoli e rilassanti passeggiate. Insomma, un territorio che offre infinite possibilità di plein air, ma ancora poco conosciuto. Che peccato non approfittarne!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;SS Pontina e SS Flacca, poi indicazioni per il Parco Regionale dei Monti Aurunci.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;a href="http://www.parchilazio.it/"&gt;www.parchilazio.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;a href="http://www.parcoaurunci.it/"&gt;www.parcoaurunci.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=41.345887&amp;amp;ln=13.607597&amp;amp;z=5&amp;amp;k=1&amp;amp;a=1&amp;amp;tab=1"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-3883499046007280258?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/3883499046007280258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/il-parco-naturale-dei-monti-aurunci-uno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/3883499046007280258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/3883499046007280258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/il-parco-naturale-dei-monti-aurunci-uno.html' title='Il Parco Naturale dei Monti Aurunci, uno scrigno di natura a due passi dal mare più bello del Lazio'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-4398617458703568062</id><published>2009-09-07T08:56:00.000-07:00</published><updated>2009-09-08T14:21:54.288-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lazio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><title type='text'>Dalla Selva del Lamone, alle “città di tufo” e a Saturnia: nella Maremma segreta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a name="OLE_LINK4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Emozioni fuori porta&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Una vacanza indimenticabile ed emozionante, fuori dal turismo di massa e senza allontanarsi troppo da casa? Fra le province di Viterbo e Grosseto è un angolo di Maremma segreto ed affascinante che unisce cultura, relax e natura. Dalla campagna alla collina, dai parchi naturali alle terme, non lontani dal lago e dal mare e fra splendidi borghi sospesi nel tempo, la Maremma interna è perfetta per un lungo soggiorno all’insegna del totale plein air, o anche per un semplice week-end fuori porta lungo strade tranquille e solitarie.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dalla Selva del Lamone a Pitigliano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si parte da Farnese, piccolo borgo a poca distanza dall'incantevole Lago di Bolsena (dove un bagno è d'obbligo) e che fu usato come set per il Pinocchio di Comencini. Nel suo territorio è situata la Riserva Naturale della Selva Lamone, a tutela di una selvaggia foresta di pianura caratterizzata da una miriade di pietre vulcaniche sparse nel sottobosco o ammassate a formare delle vere e proprie collinette (le “murge”) e dalla facilità di perdere l'orientamento; inoltre, nei pressi della misteriosa Selva, sino all'Ottocento covo di briganti (fra i quali il celebre Tiburzi), giacciono immerse in un silenzio surreale le rovine seicentesche della "città fantasma" di Castro, che meritano una deviazione. L'itinerario riprende nella splendida campagna della Tuscia, oltrepassando il confine toscano e conducendoci in breve a Pitigliano, che appare all'improvviso scenograficamente allungato sul suo sperone tufaceo. Straordinario l'interesse della cittadina, sia per la ricchezza dei siti archeologici etruschi sparsi nei dintorni (da non perdere le pittoresche “Vie Cave”), sia per la suggestione dello stesso accogliente centro storico, con i suoi monumenti, il ghetto ebraico, le caratteristiche botteghe e i tanti locali adatti per una bella sosta enogastronomica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sorano e Sovana&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Ci si dirige verso Sorano, attraverso un paesaggio via via più selvatico e romantico, fra boschi, prati e rupi rossastre. Il borgo di Sorano è uno dei più belli della Maremma e la sua maggiore decadenza rispetto a Pitigliano vi aggiunge un fascino particolare: i turisti sono pochi e l'atmosfera più raccolta, ma la visita del paese, dominato dall'imponente mole del Masso Leopoldino, non vi deluderà; fantastici i panorami sulle valli circostanti, mosse da canyon ed altopiani ove si alternano campi coltivati ed impenetrabili foreste di macchia mediterranea. Si riprende ora l'auto, continuando ad assaporare - sempre on the road - il fascino di questi paesaggi incontaminati e dai larghi orizzonti. Arriviamo quindi al minuscolo villaggio di Sovana, vero gioiello medievale, ove la modernità con i suoi quotidiani orrori non è mai entrata: la visita potrebbe sembrare breve, ma in uno spazio così modesto scopriamo una tale sorprendente concentrazione di edifici d'interesse artistico ed architettonico che invita ad assaporare con calma questo delizioso paesino.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un bagno alle Terme di Saturnia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo a malincuore Sovana (che assieme a Pitigliano e Sorano forma il &lt;/span&gt;&lt;a name="OLE_LINK2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Parco Archeologico delle Città del Tufo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;) e proseguiamo alla volta di Saturnia, risalendo la magnifica Valle del Fiora, una delle più belle ed intatte d’Italia. Fra curve estenuanti ma panoramicissime, l’attesa sarà ripagata dal raggiungimento della meta finale del nostro itinerario: le Terme di Saturnia. Il complesso prende il nome dal vicino centro medievale arroccato su un colle, e si suddivide in una struttura privata a pagamento e in una zona d’accesso gratuito, formata da piscine e cascate naturali che sgorgano ai piedi di un antico mulino abbandonato. Lo spettacolo è eccezionale ed il bagno davvero rigenerante: epilogo perfetto per questo piccolo viaggio alla scoperta di una porzione così meravigliosa del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Seguire la Via Cassia (SS2) e poi le varie indicazioni per le diverse località; oppure seguire la Via Aurelia (SS1) e uscire a Montalto di Castro, seguendo poi le indicazioni per Canino e infine per Farnese, dove inizia l’itinerario. Per chi proviene da Nord è invece possibile uscire prima per Saturnia e poi effettuare il percorso al contrario fino a Farnese.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Links:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.parcodeglietruschi.it/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.parcodeglietruschi.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.saturniaonline.it/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.saturniaonline.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.parchilazio.it/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.parchilazio.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/lh/view?uname=italiasublime&amp;amp;isOwner=true&amp;amp;tags=Maremma+segreta#slideshow/5378772669387718354"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-4398617458703568062?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/4398617458703568062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/dalla-selva-del-lamone-alle-citta-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/4398617458703568062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/4398617458703568062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/dalla-selva-del-lamone-alle-citta-di.html' title='Dalla Selva del Lamone, alle “città di tufo” e a Saturnia: nella Maremma segreta'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-8749167420220223947</id><published>2009-09-05T09:57:00.000-07:00</published><updated>2009-09-08T14:22:38.830-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umbria'/><title type='text'>Spoleto: dai fasti del Ducato al Festival dei Due Mondi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Una città dalle origini antichissime&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Posta alle pendici del Monteluco e ai margini della Val Nerina, Spoleto è una delle città d’arte più belle e frequentate dell'Umbria, in virtù della ricchezza e dell’eccezionalità delle emergenze storico-artistiche, del pittoresco contesto ambientale e, non ultimo, di un programma di eventi e manifestazioni di forte richiamo (come ad esempio l’ormai celeberrimo Festival dei Due Mondi). Spoleto città d’arte e cultura, dunque, prerogative senza dubbio legate alla sua nobile e vetusta storia: di antichissime origini italiche (resti di mura ciclopiche), la tradizione vuole che, durante la discesa di Annibale in Italia alla volta di Roma (Seconda Guerra Punica, III sec. a. C.), Spoleto sconfisse il condottiero cartaginese, infliggendogli perdite tali da convincerlo ad abbandonare i suoi intenti e a fuggire verso il Piceno e le Puglie. Si narra che sugli assedianti venne gettato dell’olio bollente, da cui il cosiddetto ”Olio della Torre”, oggi rinomato prodotto locale. Spoletium fu poi fiorente municipio dell’Urbe e sede di numerose ville patrizie. Di quest’epoca rimangono copiose vestigia, tra cui l’Arco di Druso e Germanico, il Teatro Romano, una suggestiva casa romana che si vuole appartenesse alla madre di Vespasiano, edifici, tutti e tre, risalenti al I sec. d. C.., le arcate dell’Anfiteatro (II sec.) e numerosissimi altri resti sparsi un po’ dappertutto nel centro storico, spesso incastonati in abitazioni medievali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Spoleto medievale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Nell’Alto Medioevo Spoleto divenne, sotto il dominio prima dei Longobardi e poi dei Franchi, la capitale di un potente Ducato, estendendo la propria autorità su vaste e fertili terre, ma iniziando ben presto a decadere. Il Ducato di Spoleto ebbe il colpo di grazia nel 1155, quando subì l’assedio dell'esercito di Federico Barbarossa, cui seguirono il saccheggio e un disastroso incendio. Più tardi Spoleto si costituì in Comune, e ciò sino al 1247, allorché fu definitivamente aggregata allo Stato Pontificio: in questo periodo il centro urbano subì una completa ridefinizione, assumendo l'odierna fisionomia. L’abitato di Spoleto, tagliato in salita da Corso Mazzini, custodisce innumerevoli scorci medioevali, visibili nelle viuzze che si dipanano dall’arteria principale: molto caratteristici, in particolare, Vicolo dello Sdrucciolo, Vicolo delle Cantoncelle e Via di Visiale con i loro archetti, Via dei Duchi, con negozi e botteghe artigiane, Via di Fontesecca, fiancheggiata da austeri palazzetti, Vicolo della Basilica e Via dell'Assalto dall’aspetto pietroso, rustico e popolare, e non ultima la curiosa “fenditura” del Vicolo delle Baciafemmine. Graziose anche le piazzette, tra cui vanno menzionate Piazza della Signoria e Piazza del Mercato, sulle quali si affacciano edifici di varie epoche e da cui ci si immette nella maggior parte delle vie e dei vicoli sopra citati e, non ultima, Piazza della Torre dell’Olio, con torri e avanzi di fortificazioni medievali. Degno di nota è anche Viale Giacomo Matteotti, che permette una passeggiata all’esterno del centro storico, tra giardini pubblici e ville storiche (stupenda la sei-settecentesca Villa Redenta). Di grande interesse sono altresì i musei, come la Raccolta Diocesana (nel Palazzo Arcivescovile), il Museo Civico, e la Pinacoteca Comunale (nel Palazzo Comunale), una delle esposizioni permanenti pubbliche più importanti della regione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Duomo dell'Assunta&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se è stato il Medioevo a conferire l’impronta decisiva al paesaggio urbano di Spoleto, sempre a quest’epoca risalgono i monumenti più pregevoli della città: tra questi spicca senza dubbio il Duomo, che con la sua mole solenne domina la scenografica Piazza del Duomo, cui si accede dalla gradinata di Via dell'Arringo (platea per gli spettatori durante i concerti del Festival dei Due Mondi). Solenne costruzione romanica e simbolo di Spoleto, il Duomo fu eretto dopo le devastazioni del Barbarossa sulle rovine della Cattedrale di San Primiano (X sec.); vero capolavoro è la facciata, mossa da un elegante portico della fine del Quattrocento, archi ogivali, svariati rosoni ed uno splendido mosaico del Solsterno che ritrae Cristo benedicente tra la Vergine e San Giovanni, dai chiari influssi bizantini; a sinistra della facciata si eleva poi il possente e severo campanile del XII secolo, mentre l'interno - molto rimaneggiato nei secoli XVII e XVIII - conserva, fra le tante opere d'arte, la pavimentazione cosmatesca e gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella del vescovo Eroli. Ancora in Piazza del Duomo si trovano il già citato Museo Civico, l’ottocentesco Teatro Caio Melisso e l’elegante Chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro, di scuola bramantesca, edificata nel XVI-XVII secolo. Tra le tante altre intressanti chiese di Spoleto, occorre segnalare almeno la Chiesa di San Gregorio Maggiore, dalla semplice facciata e con interno e cripta medievali, la bellissima Chiesa di Sant'Eufemia, tutta in pietra e a tre absidi, l’austera Chiesa di San Nicolò, con due chiostri e splendida abside poligonale, la suggestiva Chiesa di San Salvatore (d’origine paleocristiana) e la gotica Chiesa di San Domenico, con cripta e affreschi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Chiesa e il Monastero di San Ponziano e la Chiesa di San Pietro&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;All’esterno della città meritano un cenno a parte la Chiesa e il Monastero di San Ponziano e la Chiesa di San Pietro, tra gli edifici sacri più importanti di Spoleto. Situati nei pressi della Via Flaminia, la chiesa e l’annesso monastero di San Ponziano formano un vasto complesso religioso, dedicato al santo patrono della città. L’aspetto originario degli edifici sacri si è serbato pressoché completamente, almeno dall’esterno: la chiesa del XII secolo dall'austera facciata in stile romanico e arricchita da tre monumentali absidi, presenta all'interno una cripta a cinque navate con volte a crociera, colonne e capitelli romani ed affreschi del XIV e XV secolo. San Pietro Extra Moenia (fuori le mura), dal canto suo, costituisce un piccolo gioiello d’arte romanica: ubicata come San Ponziano presso la Flaminia, l'attale chiesa è il frutto della quasi completa ricostruzione, tra il XIV e il XV secolo, di una preesistente chiesa del V secolo, a sua volta sorta sul luogo di un'antichissima necropoli; superba la facciata, sia per le magnifiche decorazioni scultoree a bassorilievo, sia per il senso generale e immediato di perfetta armonia; di fianco all'abside è infine la piccola Chiesa di San Silvestro, del Trecento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L’itinerario di visita culmina con l’imponente Rocca Albornoziana, edificata nel 1362 su iniziativa dal legato pontificio Cardinale Albornoz e ad opera del grande architetto eugubino Matteo di Giovannello, detto il Gattapone. A pianta rettangolare e munita di sei robuste torri, collegate da camminamenti, si suddivide internamente in due aree: il Cortile delle armi, destinato alle truppe, e il Cortile d'onore riservato al governatore della città e circoscritto da un portico a due piani che dà accesso, nel piano superiore, alla Camera Pinta, arricchita da pregevoli affreschi quattrocenteschi. La fortezza fu residenza e soggiorno di personaggi importanti e subì più volte assedi, riuscendone però sempre indenne. Purtroppo nell’Ottocento essa fu adibita a carcere, ciò che determinò, soprattutto all’interno, irreparabili manomissioni. Dalla Rocca si giunge, infine, all’attrattiva più straordinaria di Spoleto, vale a dire lo spettacolare Ponte delle Torri, strettissimo ed interminabile passaggio a strapiombo sul sottostante Vallone Tessino. Realizzato intorno alla seconda metà del '300, sui resti di un antico acquedotto romano (e ancora per volere dell’Albornoz e su progetto del Gattapone), il ponte è lungo 236 metri ed alto 76, ed è formato da possenti arcate ogivali e da colossali piloni in pietra sui si reggono la strada e il muraglione ove scorre l’acqua, sorvegliati da torrette: è forse una delle più sbalorditive opere architettoniche dell’Italia Centrale. In un’atmosfera assai romantica e suggestiva, l’insolito e fantastico viadotto dà accesso all’altro versante della boscosa montagna e al biancastro Fortilizio dei Mulini, sorta di grancia medievale fortificata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;br /&gt;Come arrivare:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Da Nord prendere l’A1 in direzione Roma e uscire al casello della Valdichiana, poi prendere la E45 in direzione di Foligno ed infine la Flaminia (SS3) per Spoleto. Da Sud, invece, seguire l’A1 fino ad Orte, per poi prendere la SS75 fino a Terni ed infine la Flaminia per Spoleto. In entrambi i casi è di sicuro interesse culturale e paesaggistico utilizzare il più possibile la Via Flaminia, per le numerose emergenze site sul tragitto della storica consolare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Festival Pianistico di Spoleto (aprile-maggio)&lt;br /&gt;Festival dei Due Mondi (giugno-luglio)&lt;br /&gt;Musike’state (luglio-settembre)&lt;br /&gt;Vini nel Mondo (giugno)&lt;br /&gt;Natale a Spoleto (dicembre-gennaio)&lt;br /&gt;Festa patronale di San Ponziano (14 gennaio)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Link:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.spoletonline.com/"&gt;www.spoletonline.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.spoletofestival.it/"&gt;www.spoletofestival.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/lh/view?uname=italiasublime&amp;amp;isOwner=true&amp;amp;tags=Umbria#slideshow/5378031243857173298"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-8749167420220223947?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/8749167420220223947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/spoleto-dai-fasti-del-ducato-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/8749167420220223947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/8749167420220223947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/spoleto-dai-fasti-del-ducato-al.html' title='Spoleto: dai fasti del Ducato al Festival dei Due Mondi'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-6275970947041982836</id><published>2009-09-04T07:35:00.000-07:00</published><updated>2009-11-29T14:50:46.178-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lazio'/><title type='text'>Il Parco Regionale dei Monti Simbruini: paesaggi dello spirito</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un patrimonio naturale straordinario&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Situati ai confini con l'Abruzzo, i Monti Simbruini costituiscono una delle aree montane più suggestive ed importanti del Lazio e prendono il nome dal latino &lt;em&gt;sub imbris&lt;/em&gt; ("sotto le piogge"), in virtù dell'elevata piovosità della zona. Qui, fra vette che superano i 2000 metri, foreste sconfinate e praterie si possono assaporare in molti punti sensazioni di autentica &lt;em&gt;wilderness&lt;/em&gt;, accentuate dal fatto che queste montagne sono tuttora poco frequentate e poco conosciute, se non per i rinomati centri sciistici di Livata e Campo Staffi. Tutelati da un vasto parco regionale, i Monti Simbruini custodiscono un patrimonio naturale straordinario, con un ambiente estremamente vario, segnato per un verso dalla presenza dei fiumi Aniene e Simbrivio, che da 2000 forniscono anni acqua a Roma, e per un altro dalla fenomenologia del carsismo, qui particolarmente spiccata: numerose infatti le grotte (sia pur riservate agli speleologi, come quelle dell'Inferniglio e di Stoccolma), senza contare la seria infinita di inghiottitoi, doline e campi solcati (da non perdere l'altopiano dei Fondi di Jenne) che rendono quasi ovunque scarsa l'acqua in quota, per poi lasciarla riapparire purissima nelle sorgenti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Storia, arte e spiritualità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'area del parco, selvaggia terra degli antichi Equi, appare segnata profondamente dall'opera dell'uomo. Presso Subiaco, in epoca romana Nerone si fece costruire un'incredibile villa con tanto di tre laghetti ottenuti tramite lo sbarramento dell'Aniene. Nell'Alto Medioevo poi, su iniziativa di un giovane San Benedetto da Norcia che proprio qui iniziò la sua esperienza monastica, nacquero svariati cenobi: oggi, a dominio dei resti dell'antica residenza imperiale, possiamo ancora ammirare i celebri e spettacolari monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco, ricchissimi di opere d'arte e pregni di un'atmosfera di intensa spiritualità. I due monasteri e le sottostanti Gole dell'Aniene (che si allungano solitarie sino all'umile e silente Jenne, dove Fogazzaro ambientò "Il Santo") formano uno dei paesaggi più romantici d'Italia, amato e decantato ai tempi del Grand Tour. Ancora "paesaggi dello spirito" nella vicina Valle del Simbrivio, ove nell'ennesimo scenario di eccezionale bellezza si nasconde il vetusto Santuario della Santissima Trinità, scavato ai piedi di un'ardita parete rocciosa. Fra i paesi, invece, merita una menzione speciale il pittoresco borgo-presepe di Cervara di Roma, noto per le sculture che ornano la sua rupe, che offre panorami mozzafiato sull'incantevole Valle dell'Aniene, nel punto in cui essa si allarga in una conca circondata da boschi e punteggiata da abitati medievali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'incanto delle stagioni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Senza dubbio, una delle cose più splendide dei Simbruini è il variare delle stagioni. Le maestose foreste di faggio ed acero guardate dall'alto colpiscono per compattezza e vastità (tra i Simbruini e i contigui Ernici si estende la faggeta più grande d'Europa), mentre man mano che ci si avvicina ai fondovalle - ove si fa sentire l'influenza dei fiumi - la vegetazione è più mista, con lecci, querce, salici e pioppi. Ne risulta un paesaggio meraviglioso, ricco di colori continuamente cangianti nel corso dell'anno: dallo struggente e malinconico autunno, con le sue infinite sfumature, alla festosa primavera con il verde vivo delle chiome degli alberi e le fioriture di orchidee sui pascoli.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un paradiso per l'escursionismo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Caratterizzati da un susseguirsi di altopiani circondati da fitte faggete, i Monti Simbruini favoriscono un escursionismo leggero e rilassante. Del resto, fatta eccezione per le tre cime principali del gruppo, il Monte Viglio (2156 m.), il Monte Cotento (2015 m.) e il Monte Tarino (1997 m.), i Simbruini offrono ampi spazi privi di montagne di un certo rilievo, e quindi perfetti per chi cerca lunghe passeggiate nella natura senza troppa fatica. Allo stesso tempo, però, la scalata del Viglio in inverno con la neve riserva difficoltà alpinistiche, mentre la salita alla vetta del Tarino è una bella sgambata in ogni momento dell'anno. Un territorio insomma adatto a tutte le esigenze escursionistiche, ed ottimo anche per l'equitazione grazie sempre alle immense praterie, che non a caso furono usate come set per alcuni film western, fra cui il cult &lt;em&gt;Lo Chiamavano Trinità&lt;/em&gt;, quasi interamente girato sull'Altopiano di Camposecco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Come arrivare:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Autostrada A24 uscita Vicovaro-Mandela e indicazioni per Subiaco; oppure Via Tiburtina e poi Via Sublacense in direzione di Subiaco; oppure seguire la Via Prenestina, oltrepassare Piglio e gli Altopiani di Arcinazzo e poi proseguire in direzione di Subiaco o di Trevi nel Lazio, a seconda della zona che si vuole visitare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.montisimbruini.org/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.montisimbruini.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.cervara-naturarte.com/"&gt;www.cervara-naturarte.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.montisimbruini.com/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;www.montisimbruini.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/lh/view?uname=italiasublime&amp;amp;isOwner=true&amp;amp;tags=Monti+Simbruini#slideshow/5377623374353171682"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-6275970947041982836?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/6275970947041982836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/il-parco-regionale-dei-monti-simbruini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6275970947041982836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6275970947041982836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/il-parco-regionale-dei-monti-simbruini.html' title='Il Parco Regionale dei Monti Simbruini: paesaggi dello spirito'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-6318276824035497214</id><published>2009-09-03T13:43:00.000-07:00</published><updated>2009-09-08T14:26:15.137-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><title type='text'>Pienza, la "città ideale"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Un paesaggio unico al mondo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Celebre e decantata da artisti e letterati, la Val d'Orcia custodisce un paesaggio unico al mondo, che è divenuto nel corso degli anni quasi un'icona della Toscana. I grandi campi coltivati, sui quali le luci e le ombre creano curiosi effetti visivi, i pietrosi ed antichi casali in arenaria, gli immancabili cipressi - ora pizzuti ora mozzi - sparsi qua e là, le bianche stradine sterrate che salgono a curve sui poggi, i borghi e i castelli arroccati: qui ogni dettaglio pare "progettato" e diviene protagonista di un territorio che, nella sua estrema ed estetizzante artificiosità, si offre al visitatore d'una bellezza disarmante. Situata proprio nel cuore di questo magnifico scenario rurale e naturale, Pienza si adagia su un colle a dominio della vallata e dei suoi sconfinati orizzonti, offrendo un raro esempio di armonia fra ambiente e opera dell'uomo. Perfetta sintesi dello spirito del Rinascimento, la "città ideale" concepita dalle menti di Papa Pio II (dal quale le deriva il nome) e Leon Battista Alberti soprende ancora oggi per eleganza e compostezza, cui il paesaggio, definito "metafisico", fa da mirabile e quasi immobile sfondo, come in un dipinto del Quattrocento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La "città ideale" e si suoi monumenti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Nata nel XV secolo dalla ristrutturazione del preesistente borgo medievale di Corsignano, oggi Pienza rappresenta una sorta di “città museo”, mèta tra le più colte e rinomate d'Italia nell'ambito del turismo culturale. Il fulcro dell'abitato è senza dubbio la scenografica Piazza Pio II, ove prospettano la Cattedrale, il Palazzo Vescovile (sede del Museo Diocesano) e il Palazzo Piccolomini. In posizione più defilata è infine il rinascimentale e splendido Palazzo Comunale con loggia al pianterreno e facciata decorata a graffito che culmina in una torre merlata; accanto ad esso è il Palazzo Ammannati risalente al XV secolo. La passeggiata continua nella Piazza del Mercato e lungo la Via del Castello ai bordi delle mura cittadine, da dove si rimane estasiati per la meravigliosa vista sulla Valdorcia e da cui si imboccano le romantiche “Via del Bacio” e “Via dell’Amore”. Un ultimo monumento da segnalare è senz’altro la romanica Pieve di Corsignano, eretta nel VII secolo e ristrutturata nelle forme attuali nel XII secolo, con tozzo campanile cilindrico. Completamente in pietra locale e dall'aspetto massiccio ed austero, ha facciata scolpita da bassorilievi e interno semplicissimo ma estremamente suggestivo, al di sotto del quale è un'angusta cripta. Si tratta di un luogo di grande fascino, in particolare al tramonto, isolato nella campagna ai piedi delle mura, e che non sempre viene raggiunto dai turisti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pienza p&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;er un week-end o una vacanza da fiaba&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;La visita a questo piccolo e aggraziato centro storico può richiedere più o meno tempo a seconda della sensibilità del visitatore. I monumenti non sono infatti molti, ma la straordinarietà degli spazi urbani e gli stessi spettacolari panorami sulle campagne e i castelli circostanti fanno di Pienza un luogo ove poter passare piacevolmente un'intera giornata. Del resto, sia la ricettività (b&amp;amp;b, agriturismi, alberghi, ecc.) che la ristorazione sono impeccabili, con grande attenzione ovviamente alla rinomata enogastronomia locale, collegata ad una più vasta area di produzioni agricole di pregio (olio, vino, salumi, formaggi) che comprende altri centri famosi come Montalcino e Montepulciano; molto simpatiche, a proposito, le botteghe con i prodotti tipici della Valdorcia e dintorni, in primis il delizioso formaggio pecorino dop, vero vanto di Pienza, che è anche possibile acquistare direttamentre nei caseifici. Numerosi, dunque, gli spunti per un semplice week-end o per una vera e propria vacanza a Pienza, ottima peraltro come punto di partenza per scoprire l'intero territorio del Parco Artistico, Naturale e Culturale della Valdorcia: e la primavera, con i suoi colori e i suoi profumi, è davvero un'occasione da non lasciarsi sfuggire!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;APPUNTI &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;DI VIAGGIO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Come arr&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;ivare:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Da Nord: Autostrada A1 Firenze-Roma, uscita Valdichiana/Bettole. Proseguire per Torrita di Siena - Pienza. Da Sud: Autostrada A1 Roma-Firenze, uscita Chiusi/Chianciano Terme. Prendere la SS 146 per Chianciano Terme, Montepulciano, Pienza&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eventi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pienza e i fiori (maggio)&lt;br /&gt;Fiera del Cacio (settembre)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://www.parcodellavaldorcia.com/"&gt;www.parcodellavaldorcia.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://www.pienza.org/"&gt;www.pienza.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/lh/view?uname=italiasublime&amp;amp;isOwner=true&amp;amp;tags=Pienza#slideshow/5377352554409919826"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-6318276824035497214?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/6318276824035497214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/pienza-la-perla-della-valdorcia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6318276824035497214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/6318276824035497214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/pienza-la-perla-della-valdorcia.html' title='Pienza, la &quot;città ideale&quot;'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2303245929493626967.post-2023206498015237497</id><published>2009-09-03T05:28:00.000-07:00</published><updated>2009-11-30T05:23:05.010-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lazio'/><title type='text'>La Sabina Tiberina: ritorno all'Arcadia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Una terra verde, sana e labor&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;iosa&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Il verde intenso delle leccete e i monti dalle sagome arrotondate, i colori dei campi coltivati, i vigneti, gli uliveti che rivestono i poggi, i borghi arroccati: la "Sabina Tiberina", quell'area dell’Alto Lazio sabino rivolta alla Valle del Tevere, offre un paesaggio collinare di rara bellezza, fra i più suggestivi e caratteristici del Centro Italia. Cuore della ben più ampia sub-regione storica sabina, il versante tiberino dei Monti Sabini, con le sue vaste propaggini collinari, ha mantenuto elementi paesaggistiche e culturali del tutto propri. Vera peculiarità della Sabina è la coltivazione dell’olivo, che caratterizza fortemente il paesaggio e che ha conservato la tradizionale importanza nell’economia locale, con la produzione di olio extravergine di oliva di altissima qualità e da tempo riconosciuto dal marchio dop.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Natura, storia ed arte in armonia&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;I Monti Sabini possiedono un ambiente molto ricco: numerosi i fenomeni carsici, fra cui spicca l’enorme voragine del Revotano, che si apre nei pressi del grazioso paese di Roccantica. Più a Sud, in una zona di transizione fra Monti Sabini e Lucretili, alle spalle di Poggio Mirteto, si allarga l’ampia e pittoresca Valle del Farfa, il cui fulcro è da secoli la celebre Abbazia di Farfa, uno dei simboli del monachesimo europeo e baluardo della civiltà cristiana, nonché potente avamposto della Chiesa in Età Feudale: il complesso, di antichissima e leggendaria origine, esistente già all’epoca di Carlo Magno, custodisce opere letterarie ed artistiche di inestimabile valore. Notevole, del resto, il patrimonio storico, artistico e religioso della Sabina Tiberina, che cela aree archeologiche sabino-romane (Eretum, Cures), castelli, eremi, conventi e abbazie (oltre a Farfa, la venerata Cattedrale di Santa Maria in Vescovio, presso Torri in Sabina), e tanti piccoli centri storici, forse poveri in quanto a monumenti ma ben integrati nel paesaggio agrario circostante. Assai piacevole è visitare questi borghi, quasi sempre ben tenuti, per assaporare un'atmosfera d’altri tempi: Casperia (bandiera arancione del TCI), Bocchignano, Catino, Montasola, Tarano, Montebuono, Fianello o la stessa Roccantica sono soltanto alcune delle tappe che formano questo splendido itinerario alla scoperta del Medioevo sabino.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un “paesaggio medievale”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Le strade della Sabina Tiberina sono tutto un susseguirsi di pittoreschi scorci medievali che in alcuni punti rendono il viaggiare in queste terre simile al vagare in un affresco dell’Età di Mezzo. Sensazione che forse raggiunge il proprio culmine quando ci si avvicina al minuscolo, semispopolato villaggio di Rocchette (Torri in Sabina), uno degli abitati più caratteristici della zona: di fronte è il colle ove sorge il “paese fantasma” di Rocchettine, sormontato dai ruderi di una poderosa fortezza; attorno solo boschi, campi, uliveti ed un silenzio quasi totale, se non fosse per l’ammaliante suono delle acque di un ruscello. Scendendo sempre più a valle, il paesaggio, ormai dominato da vicino dalla mole solenne e solitaria del mitico Monte Soratte, si tinge di tinte spiccatamente umbre, con i filari di cipressi ad ornare le bianche sterrate che salgono sui poggi, coronati da vecchi casali con i loro pini marittimi: è la zona di Selci, Collevecchio e Magliano Sabina, ove, in vista del Tevere, i confini fra Reatino e Ternano divengono sempre più labili.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;In Sabina per r&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ilassarsi e ritrovar se stessi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con &lt;span style="color:#000000;"&gt;il suo clima mite, la Sabina può essere visitata tutto l’anno: che sia un soggiorno prolungato o un semplice week end, sarebbe un peccato perdere un’occasione del genere. Poche aree d’Italia come questa sanno offrire paesaggi ameni e sensazioni di assoluta quiete, senza però esser prese d’assalto dal turismo di massa. Vagando sul web alla ricerca di uno dei numerosi agriturismi e b&amp;amp;b, si noterà che le strutture ricettive della zona reclamizzano la Sabina quale ottimo punto di partenza per visitare l’Umbria, la Toscana e Roma. In realtà, chi viene in Sabina non se ne vorrebbe andare più. Seduti in una delle terrazze dei paesi e dei casolari della zona, di fronte ad un piatto condito con l’olio locale, ad un buon bicchier di vino e magari ad un tramonto mozzafiato sul Soratte, chi avrebbe il coraggio di alzarsi?! E allora, quando partire? Un’occasione è data dagli eventi in tema medievale o dalle manifestazioni volte alla riscoperta di antiche tradizioni. Certo, le stagioni intermedie, autunno e primavera, rimangono i periodi più indicati, anche per ammirare i meravigliosi colori della campagna sabina o per inoltrarsi in qualche sentiero collinareo montano alla ricerca di aria buona e panorami magnifici. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;APPUNTI DI VIAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Austostrada A1 uscite Ponzano-Soratte o Magliano Sabina, oppure SS 4 Salaria, indicazioni per Abbazia di Farfa. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Link:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.comunitamontanasabina.it/"&gt;www.comunitamontanasabina.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.gosabina.com/"&gt;www.gosabina.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.panoramio.com/map/#lt=42.339768&amp;amp;ln=12.641144&amp;amp;z=5&amp;amp;k=2&amp;amp;a=1&amp;amp;tab=1"&gt;GALLERIA FOTOGRAFICA&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2303245929493626967-2023206498015237497?l=italiasublime.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://italiasublime.blogspot.com/feeds/2023206498015237497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/la-sabina-tiberina-ritorno-allarcadia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/2023206498015237497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2303245929493626967/posts/default/2023206498015237497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://italiasublime.blogspot.com/2009/09/la-sabina-tiberina-ritorno-allarcadia.html' title='La Sabina Tiberina: ritorno all&apos;Arcadia'/><author><name>Chi siamo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14482878414308906812</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
